Impatto positivo per l’ambiente, meno rischi, più rendimenti. Sono i tre vantaggi dei cosiddetti investimenti infrastrutturali “verdi”, secondo MainStreet Partners. Un mercato miliardario, che non farà che crescere da qui al 2050.
Cosa sono gli investimenti infrastrutturali “verdi”
A fare luce sul mondo delle infrastrutture “green” è Rodolfo Fracassi, Amministratore Delegato e Co-Fondatore di MainStreet Partners. Che le definisce una strategia vincente per allocare i risparmi in maniera sostenibile e migliorare il profilo di rischio/rendimento del portafoglio. Si tratta in particolare di investimenti infrastrutturali quotati, ovvero produttori di energia proveniente da fonti rinnovabili, società di condotte, ferrovie, social housing, strutture di assistenza sanitaria e formative. Tutte realtà in linea con i criteri ESG.
Emittenti azionari e strumenti alternativi
Ma come investire in questa tipologia di infrastrutture? È possibile sia investendo in emittenti azionari tradizionali, spiega Fracassi, sia attraverso strumenti quotati alternativi, come i fondi chiusi quotati. Il primo universo contava a fine 2018, secondo i dati di Fidante Partners, una capitalizzazione pari a circa 2.500 miliardi di dollari e oltre 500 aziende in tutto il mondo. Il secondo oltre 100 fondi infrastrutturali quotati, principalmente nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
I vantaggi per gli investitori
Attraente per gli investitori è anche la stabilità di prezzo di questi fondi, così come interessanti sono il dividendo predeterminato e la decorrelazione rispetto al mercato azionario tradizionale. Parliamo quindi di “Yield Companies”, ovvero investimenti con un predeterminato obiettivo di dividendo, al momento tra il 4% e 6% annuo. Con rendimenti legati all’inflazione: storicamente si manifesta una correlazione positiva tra inflazione e aumento dei prezzi dell’energia.
Un mercato miliardario
Ecco perché le Yield Companies e le azioni infrastrutturali quotate rappresentano anche un sistema per diversificare il portafoglio, soprattutto nella fase di correzione del ciclo economico. Inoltre, gli ultimi dati dimostrano che il mercato non farà che crescere entro il 2050: oltre 11.500 miliardi di dollari verranno investiti in beni e servizi per produrre e distribuire energia rinnovabile, di cui 8.400 miliardi orientati all’eolico e al solare.