Una startup vuole fare incontrare finanza e sviluppatori di energie rinnovabili

LinkeGreen
Giuseppe Andrea D’Alessio

Si chiama LinkeGreen la startup salernitana fondata per mettere in contatto studi tecnici di sviluppo e fondi di investimento per la realizzazione di impianti che producono energia rinnovabile.

Fondata dall’avvocato Giuseppe Andrea D’Alessio, la piattaforma gestisce oltre 150 progetti in fase di sviluppo e ha contribuito all’installazione di 1,8 GW.

L’idea è fare matching tra gli sviluppatori, cioè studi tecnici con esperienza nel mercato delle energie rinnovabili, e fondi di investimento, hedge funds o player industriali interessati ad investire nell’energia green. Obiettivo: sviluppare impianti utility scale grazie alla finanza green.

«Il mercato ha bisogno di una scrematura sulle opportunità che vengono proposte perché i progetti spesso sono deboli dal punto di vista finanziario – spiega il fondatore Giuseppe Andrea D’Alessio. Per questo ho creato una piattaforma che, con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, agevola i team di sviluppo nelle attività di reperimento di nuovi deal interessanti per le società che investono in questo mercato. Per farlo, gli stakeholder di LinkeGreen vengono profilati prima in maniera tradizionale e poi dal machine learning che impara il comportamento degli investitori in piattaforma. Mettiamo in contatto domanda e offerta grazie all’AI e così facendo combattiamo l’uso di combustibili fossili».

LinkeGreen, società benefit e startup innovativa creata a gennaio 2023, è recentemente sbarcata nei Balcani con una piattaforma “.ro”.

L’azienda ha posto il focus su potenziali cantieri in tutta Italia: ad oggi sono 150 i progetti in gestione da parte di LinkeGreen, con focus sul Sud Italia (che occupa il 79,5% del business aziendale) e a Nord (15,2%). A livello regionale, è boom di richieste in Puglia (36 progetti), Sicilia (25), Sardegna (20), Campania (14) ed Emilia-Romagna (11).

Attualmente LinkeGreen gestisce una pipeline di opportunità con una potenza complessiva di circa 11 GW, suddivisa tra fotovoltaico, eolico, agrovoltaico e storage BESS (le “batterie”, quei dispositivi elettrochimici che possono convertire l’energia elettrica in energia chimica o viceversa).