Ha preso il via l’attività di Columbus Capital, il primo search fund italiano specializzato in ambiente ed energia, fondato e guidato da Andrea Bernardi a cui si affiancano una ventina di investitori internazionali, tra cui: Oliver Corlette (Black Mountain Partners), Stephan Morgan (Charterhouse Capital Partners), José Martin Cabiedes (Inversiones Cabiedes), James Simmons (Mazovia Capital), Alexander Schuil (Novidam), Jo Cockburn (Orca Equity Partners), Paolo Guida (Eureka), Visconti Capital e Secways.
«Sono cresciuto in una famiglia di imprenditori e ho sempre respirato aria d'impresa e fatto impresa – racconta Andrea Bernardi a Energia&Mercato. Ricordo, tra le mie prime esperienze di lavoro, quando sono stato incaricato di aprire il mercato nell'est d’Europa, Messico e Centro America. Già allora, sognavo un futuro da imprenditore. Considero che il search fund sia un modello consolidato che permette a professionisti intraprendenti, secondo un asset class definita, di raccogliere capitale e grazie al sostegno degli investitori- per lo più manager o professionisti- di identificare, acquisire e dirigere una società. Per il primo semestre del 2026, l’obiettivo è quello di chiudere la prima operazione tra quelle che abbiamo in negoziazione e iniziare a operare».
Columbus Capital si focalizza su piccole e medie imprese del Sud Europa, preferibilmente italiane e spagnole, del ramo green ed energetico. La ricerca si concentra su aziende solide, con vocazione all’internazionalizzazione, buono stato di salute finanziaria, con i conti in positivo negli ultimi cinque anni, fatturato tra i 15 e i 20 milioni, enterprise value fino a circa 40 milioni e margine EBITDA superiore al 15% (o di almeno 1,5 milioni di euro).
«Lo scenario italiano che stiamo riscontrando è altamente effervescente e dinamico – aggiunge Bernardi. È un mercato fatto da tantissime realtà di piccole dimensioni, per lo più locali e prive di gestione manageriale. Questo fa sì che la nostra proposta sia positivamente accolta; noi creiamo quel ponte tra le realtà interessate alla cessione: imprenditori del settore energia, da un lato e la finanza, dall'altro. L’energia è il fattore fondamentale per la crescita dell'Italia, come i km di cavi sinonimo di sviluppo in un paese. Senza investimenti in ambiente, settore energetico e rinnovabili non c’è crescita, senza crescita non c’è sviluppo e senza sviluppo non si crea valore».
L’area di interesse dove individuare l’azienda target, entro la prima metà del 2026, è quella della transizione energetica:
- gestione e manutenzione, con imprese specializzate in gestione e manutenzione di impianti e infrastrutture legate all'energia (elettrica, gas) e alla prevenzione di incendi;
- efficienza energetica e servizi, con realtà che offrono servizi e soluzioni per l'efficienza energetica, inclusi sistemi HVAC (riscaldamento, ventilazione e condizionamento), recupero di calore e modelli ESCO (Energy Service Company);
- ingegneria e consulenza per la sostenibilità, con società di ingegneria e consulenza che supportano la digitalizzazione e la transizione energetica, la decarbonizzazione, l'elettrificazione e l'industria 5.0.
«Per la ricerca, stiamo utilizzando per lo più financial advisory che si dedicano a facilitare questo tipo di transazioni – racconta Bernardi. Le aziende target ideali vanno dalla manutenzione e gestione di componenti elettrici, all'esercizio commerciale e industriale, dall' ingegneria e costruzione di infrastrutture e reti, all’utilizzo efficiente dell’energia e generazione in sito. Il nostro profilo ideale è una realtà che possa avere presenza in un'ampia area del territorio, facilmente scalabile, con un middle management e governance strutturata. con buoni margini e poco indebitata».
Il processo di acquisizione
Anche il processo di acquisizione presenta delle caratteristiche nuove, con una formula “cucita sulle esigenze dell’imprenditore venditore”, al quale è data l’opportunità di reinvestire nella Newco, mantenendo così un coinvolgimento nella crescita futura dell'azienda.
«Il fatto che siamo operatori e manager del settore energia e ambiente agevola notevolmente il dialogo con il venditore – sottolinea Bernardi. Abbiamo un approccio industriale, con una proposta disegnata su misura per l’imprenditore uscente, al quale proponiamo l’opportunità di essere parte integrante del nostro progetto. I benefici principali per l'azienda sono tanti, ma, in primis, ci tengo a sottolineare che noi preserveremo la realtà che acquisteremo, aggiungendo professionalità, finanza, ambizione e crescita».
«Il nostro obbiettivo è quello di rilanciare e valorizzare l’impresa, mantenendola in vita il più possibile, salvaguardandone tradizioni e originalità - conclude Bernardi. A differenza dei private equity che operano secondo rigide condizioni di acquisto e vendita, noi applichiamo la massima flessibilità e mettiamo a disposizione il 100% delle nostre risorse ed energie nella gestione attiva ed esclusiva della PMI acquisita. Il nostro approccio è industriale e non finanziario. Non siamo fondi tradizionali, ma imprenditori e direttori e, come tali, ricopriremo la posizione di Direttore/CEO a tempo pieno, per gestire in prima persona l'espansione, l'integrazione e l'ottimizzazione del business con un approccio realmente imprenditoriale».
