La filiera HVAC+R (Heating, Ventilation, Air Conditioning e Refrigeration) italiana vale ormai 83 miliardi di euro, in crescita del 55% rispetto al 2015, e dà lavoro a oltre 400mila occupati. Un motore importante per il paese, visti i 27 miliardi di valore aggiunto generati ogni anno e un moltiplicatore economico pari a 3,53.
Sono i dati di TEHA Group (The European House – Ambrosetti) contenuti nel Rapporto Strategico “Un settore in trasformazione. Le sfide della filiera HVAC+R nella transizione energetica”, presentato all’edizione 2026 di MCE
«Analizzando l’evoluzione nell’ultimo decennio, la filiera estesa del settore HVAC+R evidenzia una dinamica di crescita superiore in termini di fatturato, V alore A ggiunto e occupazione, sia rispetto alla media nazionale sia alle medie di industria e servizi, con un differenziale di crescita significativo sul Valore Aggiunto (rispettivamente +26,5 p.p., +20,4 p.p. e +30,8 p.p.)», afferma Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Responsabile Area Scenari e Intelligence di TEHA Group.
«Il settore degli edifici rappresenta un ambito fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica data la sua rilevanza sui consumi finali e sulle emissioni nazionali – prosegue Tavazzi. Il settore degli edifici rappresenta infatti in Italia il 41% dei consumi finali di energia ed è il 4° settore per emissioni di CO2 equivalenti».
Un terzo degli edifici nelle classi da C a E
Il rapporto di TEHA si concentra anche sul parco immobiliare, notando una concentrazione di APE nelle classi C, D ed E: il 32,8% nel residenziale e il 38,5% nell’Edilizia Pubblica Residenziale.
«La transizione nel settore edilizio ha infatti una dimensione sociale rilevante, se consideriamo che nel 2024 quasi il 10% delle famiglie ha avuto difficoltà a riscaldare adeguatamente la propria abitazione – evidenzia Massimiliano Pierini, Managing Director di RX Italy, che ha commissionato il Rapporto Strategico. Il dato evidenzia un tema di povertà energetica e rafforza l’idea che l’efficienza degli edifici non serva solo a ridurre emissioni e consumi, ma anche a tutelare il benessere e l’accessibilità economica dei servizi energetici essenziali».
Investire in competenze
La filiera HVQC+R è però chiamata a formarsi per intercettare la trasformazione degli edifici in smart building, sulla spinta delle tecnologie digitali e del bisogno di efficienza.
«Il rilancio della competitività industriale deve passare attraverso tre interventi prioritari: la stabilizzazione del quadro normativo su un orizzonte al 2030, l’evoluzione verso un sistema di competenze a livello d'impresa per tutelare gli investimenti delle PMI e la partnership strategica con il sistema ITS Academy per formare i professionisti del futuro», propone Pierini.
Secondo le stime, entro il 2030 tali misure potrebbero consentire di salvaguardare circa €13 miliardi di Valore Aggiunto per la filiera, con un impatto totale per il sistema-Paese pari a circa €46 miliardi.