Occorre passare dalla creazione di ricchezza alla conservazione del valore racchiuso nei prodotti e nelle materie prime. Ne è convinta Veronica Pitea, Presidente di Aceper, associazione che riunisce oltre 2000 prosumer italiani supportando lo sviluppo di business nelle rinnovabili.
Quali sono oggi, secondo Aceper, i temi più rilevanti nel mondo dell’energia?
Risparmio energetico e salvaguardia dell’ambiente: questi sono i temi avvertiti come decisivi per il settore energetico. Una nuova sensibilità a questi aspetti ci induce a consumare meglio e con una nuova consapevolezza. I prezzi delle energie da fonti fossili sono in continua crescita in tutto il mondo mentre investendo nelle rinnovabili, per esempio nelle comunità energetiche finalmente riconosciute anche in Italia, si arriverebbe a ridurre fino al 50% il costo della bolletta. D’altra parte, l’osservazione dei cambiamenti climatici e le concrete campagne di sensibilizzazione stanno producendo una significativa trasformazione dei comportamenti dei consumatori questa nuova percezione rende le persone parte attiva nel contesto dell’autoproduzione e dell’intervento per la riqualificazione ambientale. Il Superbonus al 110% è una reale opportunità di rilancio, una misura innovativa per migliorare l’efficienza energetica degli edifici agevolando il consumatore negli interventi di trasformazione a impatto zero.
Quali trend avete osservato nell’ultimo anno e che cosa è cambiato rispetto all’era pre-Covid?
Il cambiamento più significativo riguarda senza dubbio il rapido processo di conversione al digitale, che coinvolge tutte le generazioni e si inscrive nel contesto del mercato globalizzato e interconnesso in cui viviamo. Quello che nel 2019 sembrava uno scenario ancora molto lontano, a cui molti opponevano resistenza, si è realizzato con l’emergenza sanitaria, la chiusura massiva delle aziende e il conseguente isolamento forzato delle persone. Questo evento imprevisto ha fatto in modo che non solo i “Millennial” comprendessero e sfruttassero le potenzialità della rete: il digitale ha coinvolto le diverse generazioni, che si sono messe in gioco. Non va dimenticato anche che tutto questo ha indotto allo sviluppo di un mercato del “Made in Italy Vs Estero”.
In che misura questi trend, pur nell’incertezza che stiamo vivendo, sono destinati a proseguire nell’anno che sta iniziando?
Questo nuovo stile di vita online è un trend destinato a perdurare anche dopo la fine della pandemia. Per poter continuare a essere competitive sul mercato, le aziende sono obbligate a creare una solida presenza digitale attraverso tecnologie emergenti in grado di sostenerle in tutti i nuovi processi di trasformazione. Ne derivano cambiamenti sostanziali, non solo a livello tecnologico ma anche in termini culturali. Si fa riferimento a un’accelerazione della presenza del digitale nella quotidianità lavorativa, che serve a mantenere la persona al centro delle dinamiche relazionali ed è quindi indispensabile. Un processo che non rappresenta solo una necessità del momento, ma è il futuro.
Quali dei cambiamenti innescati dalla pandemia ritiene irreversibili?
Ci stiamo muovendo sempre più velocemente verso una comunicazione senza limiti di tempo e spazio: saremo costretti a formarci ed evolverci. Chi invece, dolosamente o colposamente, si oppone a questo processo evolutivo, incoraggia un mondo impoverito, sottomesso e disuguale. Trovo dunque irreversibile il processo innescato nel periodo Covid, che riguarda la crescita personale e professionale passando attraverso una comunicazione non più tradizionale.
Qual è il ruolo di Aceper in questo contesto e quali iniziative state mettendo in campo?
Serve un cambio di mentalità a tutti i livelli: aziende, governi e individui. Dobbiamo passare dalla creazione di ricchezza alla conservazione del valore racchiuso nei prodotti e nelle materie prime. Aceper si impegna per questo cambiamento tutti i giorni: oltre a promuovere le forme di energia alternative e rinnovabili, sta già creando piccole comunità online di professionisti che aiutano altri professionisti a sviluppare business e a confrontarsi con il mercato, diffondendo forme alternative di sviluppo tramite l’innovazione sostenibile.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2020 di Energia&Mercato