Uno shock senza precedenti negli ultimi settant’anni: la pandemia Covid-19 si è abbattuta sul sistema energetico globale provocando un calo annuo della domanda stimato intorno al 6%. Come se l’intera popolazione dell’India, 1,3 miliardi di persone, avesse improvvisamente smesso di consumare energia: un impatto sette volte maggiore di quello della crisi finanziaria del 2008. Il dato emerge dalla Global Energy Review 2020, il rapporto annuale diffuso da IEA – International Energy Agency all’inizio di maggio, che va di pari passo con le fosche previsioni relative all’Italia, dove nei mesi di lockdown la diminuzione dei consumi elettrici è stata nell’ordine del 20%.
Un duro colpo per gli operatori, che da un lato sono chiamati a garantire la continuità del servizio e l’assistenza al consumatore finale, dall’altro subiscono la mole abnorme di morosità dovuta alla crisi e la necessità di cedere sul mercato, a un prezzo inferiore, i quantitativi di energia rimasti invenduti. Senza avere i requisiti per accedere ai provvedimenti di sostegno alla liquidità, che nella migliore delle ipotesi potranno conferire benefici indiretti.
La tutela dell’ultimo miglio
«La vendita ai clienti finali è solo l’ultimo miglio di una filiera complessa, in cui coesistono libera concorrenza e regime di maggior tutela, operatori privati e aziende a partecipazione pubblica», spiega Massimo Bello, Presidente di Aiget – Associazione Italiana Grossisti di Energia e Trader. «I venditori di energia riscuotono il 100% della bolletta, gran parte della quale, tuttavia, è incassata per conto terzi e viene girata ai diversi soggetti della catena a prescindere dall’effettivo pagamento da parte dei consumatori finali. Negli ultimi mesi, abbiamo assolto al nostro compito con senso di responsabilità, lavorando da remoto per accogliere le richieste di dilazione delle aziende in difficoltà e attuando le sospensioni dei distacchi per morosità decretate dal Governo per i privati».
Oneri di sistema: la spina nel fianco oggi duole di più
Tuttavia, per consentire la tenuta del settore di fronte alla crisi ed evitare il tracollo finanziario degli operatori, è indispensabile una serie di interventi urgenti, alcuni dei quali competono al regolatore, mentre altri sono di pertinenza governativa.
«La priorità è sempre la stessa: gestire in maniera equa i pagamenti lungo la filiera, evitando di addossare all’anello finale della catena, cioè i rivenditori, l’onere di fronteggiare gli insoluti. Non è certo una novità, ma quando i problemi non si affrontano, si ripresentano in modo drammatico in caso di crisi», fa notare Bello. Oggi più che mai, la criticità riguarda gli oneri di sistema, che già in tempi ordinari costituiscono la spina nel fianco dei rivenditori: «Nelle attuali condizioni è impossibile versarli per intero: già effettuiamo senza alcun compenso un servizio di incasso per l’intera filiera, non è pensabile affidarci anche il ruolo di banca che anticipa liquidità, specie ora che la morosità è cresciuta a dismisura. Bene da questo punto di vista ridurre temporaneamente l’incidenza degli oneri, ma è evidentemente una soluzione che non risolve il problema in maniera definitiva».
Servono coraggio e visione
Da una survey promossa da Aiget tra gli associati nel mese di aprile, risulta infatti superiore al 40% la percentuale di operatori che denunciano insoluti maggiori del 20%. Un aumento allarmante e probabilmente sottostimato, a cui fa da aggravante la drastica diminuzione di coloro che registrano insoluti tra lo zero e il 12%: normalmente intorno al 70%, oggi scendono al 30. «Un peggioramento su vasta scala, probabilmente legato alle gravi difficoltà delle imprese e alla lunga serrata delle attività produttive», commenta Bello, che sottolinea come un primo provvedimento varato da Arera all’inizio di aprile, che prevede la sospensione del 30% dei pagamenti verso i distributori (limitatamente alle basse tensioni), sia un primo ma non risolutivo passo nella giusta direzione, coprendo appena il 9% dei versamenti dovuti ai diversi soggetti. «Positiva, invece, l’iniziativa del Governo di ridurre gli acconti sulle accise, che sono stimati sulla base dei consumi dell’anno precedente e sarebbero sovrastimati in un contesto di forte calo dei consumi», conclude Bello.
PER OGGI E PER DOMANI, 10 PROPOSTE DI AIGET
- Contenere gli oneri generali di sistema.
- Bloccare la revisione dei giudizi di rating alla situazione pre-crisi.
- Estendere anche ai fornitori di energia strumenti di flessibilità nei versamenti.
- Dilazionare i pagamenti lungo la filiera.
- Riprendere le procedure di morosità dopo la sospensione senza azzerare quelli già intrapresi.
- Erogare da subito i rimborsi CMOR maturati.
- Rinviare tutte le scadenze relative all’entrata in vigore di nuove discipline regolatorie.
- Valutare interventi che tengano conto del repentino calo dei consumi.
- Prevedere interventi per indentificare in maniera oggettiva l’accesso a dilazioni.
- Prevedere interventi per strumenti di reintegro delle morosità accumulate e per la salvaguardia della libera concorrenza.