ARTE: il caro bollette può far impennare l’inflazione

L’Associazione Reseller e Trader dell’Energia (ARTE) denuncia il rischio di un'impennata dell'inflazione legata all'aumento dei costi per produrre l’energia, e chiede al Governo un intervento trasversale per arginare la crisi e ridisegnare le politiche energetiche.

Le bollette sono aumentate perché è cresciuto il prezzo della materia prima, e le aziende che forniscono energia elettrica in questa fase rischiano di subire i rincari allo stesso modo dei consumatori. Il pericolo, secondo l’Associazione Reseller e Trader dell’Energia, è che si inneschi un effetto a catena che faccia impennare l’inflazione. 

L'Associazione Reseller e Trader dell’Energia rappresenta oltre 120 operatori del settore, che complessivamente forniscono 1,3 milioni di contatori. Qualora un numero crescente di utenti non riuscisse a pagare le bollette, il danno per gli operatori potrebbe diventare ingente. 

Le parole di Diego Pellegrino, portavoce dell’Associazione Reseller e Trader dell’Energia 

«Servono misure che nell’immediato frenino la corsa dei prezzi, ma soprattutto servono delle politiche energetiche serie e definitive – afferma Diego Pellegrino, portavoce di ARTE – L’aumento che stanno subendo le bollette in questi mesi non è dovuto a speculazione, ma alla crescita dei costi per produrre l’energia. Questo processo rischia di colpire anche i fornitori, e questo vale sia per i contratti in cui il prezzo della componente energetica segue l’andamento del mercato, sia per quelli a tariffa fissa. Nel primo caso, il singolo cittadino, spesso già in difficoltà a causa della pandemia, potrebbe non essere in grado di sostenere l’aumento della bolletta. Se non paga, anche il venditore subisce un danno. 

L’inarrestabilità del prezzo della materia non è più un fenomeno transitorio. Gli effetti negativi sono molteplici e si ripercuotono su tutta la filiera: da un lato il problema della morosità e dall’altro il rischio dell’inflazione. In entrambi i casi, l’aumento delle bollette rischia di avere gravi ripercussioni sull’economia del Paese. 

Dal punto di vista delle imprese, medie, piccole o grandi che siano, il caro bolletta crea un effetto a catena, vale a dire un aumento generalizzato di tutti i costi. La tempesta perfetta per arrivare all’inflazione. 

Il Governo deve quindi adottare una politica energetica di medio e lungo termine. L’attuale situazione dimostra come l’Italia, ma anche tutta l’Europa, dipenda dall’importazione di gas da Paesi come la Russia. E non si può pensare di ricorrere a fonti energetiche come i giacimenti di gas naturale, o addirittura il nucleare. Queste ipotesi produrrebbero risultati solo tra anni, e per questo è necessario investire ancora nelle energie rinnovabili, ma prima bisogna capire perché molte autorizzazioni per creare degli impianti restano ferme nei cassetti della Pubblica Amministrazione. Il PNRR sarà sicuramente l’occasione per effettuare nel concreto la transizione tanto auspicata».