Servizi di flessibilità, la sfida della maturità: le proposte di AssoESCo per accelerare lo sviluppo del mercato

AssoESCo Servizi di flessibilità
Martina Ravasi, Affari Regolatori Dolomiti Energia e Responsabile del Comitato Tecnico Servizi di Flessibilità in AssoESCo

La transizione energetica non passa soltanto attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma richiede anche un sistema elettrico sempre più capace di adattarsi in tempo reale alle repentine variazioni della produzione dovute principalmente alle fonti rinnovabili non programmabili.

In questo contesto, i servizi di flessibilità rappresentano uno degli strumenti chiave per garantire al sistema maggior sicurezza ed efficienza, supportando l’integrazione delle risorse distribuite.

Negli ultimi anni il settore ha compiuto passi importanti. Sono stati testati diversi progetti pilota, sia lato produzione sia lato consumo, sia sulla rete di trasmissione che sulle reti distribuzione; si è registrato un miglioramento del potenziale tecnologico e delle competenze dei soggetti aggregatori, oggi sempre più in grado di valorizzare la flessibilità delle risorse.

È in questo scenario che si inserisce il lavoro del Comitato Tecnico Servizi di Flessibilità di AssoESCo, che raccoglie le istanze degli operatori e contribuisce al confronto con istituzioni e autorità per accompagnare l'evoluzione del settore.

Uno dei temi centrali riguarda i progetti pilota di flessibilità locale avviati da alcuni dei principali distributori. Le esperienze Romeflex di Areti, MindFlex di Unareti e di Edge di e-distribuzione hanno consentito di sperimentare nuovi meccanismi di approvvigionamento delle risorse e di verificare sul campo il contributo che le risorse flessibili possono offrire alla gestione delle reti di media e bassa tensione.

Il bilancio delle sperimentazioni, avviate nel 2023, è nel complesso positivo. Negli ultimi anni si sono registrati ampliamenti dei perimetri operativi e una progressiva riduzione dei vincoli di accesso, segno di un mercato recettivo e in continua evoluzione. Tuttavia, permangono criticità che rischiano di rallentare gli investimenti e limitare la partecipazione degli operatori.

Tra le principali emerge la mancanza di orizzonte di pianificazione di medio-lungo periodo e di adeguata visibilità sulle regole di funzionamento dei progetti, sui volumi richiesti e sui livelli di remunerazione degli stessi.

Avere consapevolezza dell’evoluzione attesa è un fattore essenziale per consentire ai soggetti aggregatori, i Balancing Service Provider, di programmare investimenti in tecnologie e sistemi automatici.

Un altro aspetto importante riguarda l’ampliamento delle sperimentazioni: è auspicabile che i distributori con effettive esigenze di rete sviluppino progetti analoghi, dando modo di sfruttare le risorse disponibili. Questo implicherebbe la necessità di semplificare e armonizzare le diverse sperimentazioni, adottando requisiti e modalità operative omogenei.

Le differenze attualmente presenti rappresentano un aspetto fisiologico nelle prime fasi di sperimentazione, ma a regime determinano un inevitabile incremento della complessità gestionale. Una maggiore convergenza tra i regolamenti e l'adozione di piattaforme interoperabili potrebbe favorire una più ampia partecipazione e contribuire alla costruzione di un vero mercato nazionale della flessibilità locale.

Particolare attenzione viene posta anche all'accesso ai dati. La disponibilità di sistemi centralizzati e automatizzati per la condivisione delle misure consentirebbe agli operatori di verificare tempestivamente l’effettiva erogazione dei servizi e di gestire in modo più trasparente i meccanismi di remunerazione verso i clienti finali.

Accanto ai progetti pilota, un ruolo sempre più rilevante è destinato ad assumere il servizio di modulazione dei prelievi, introdotto nel 2025. Il nuovo meccanismo amplia le possibilità di valorizzazione della domanda, richiedendo sia la riduzione che l’incremento dei consumi in funzione delle esigenze del sistema elettrico.

Per garantire uno sviluppo efficace del servizio, secondo AssoESCo sarà necessario assicurare maggiore trasparenza nei criteri di attivazione, una più chiara distinzione tra le due modalità operative - anche tramite due servizi distinti - e una maggiore stabilità regolatoria, elementi indispensabili per consentire agli operatori di valutare correttamente rischi e opportunità.

Accanto ai meccanismi di flessibilità esplicita, come quelli citati nei paragrafi precedenti, un ulteriore e fondamentale ambito di sviluppo riguarda la cosiddetta flessibilità implicita, ovvero la possibilità di orientare i comportamenti di consumo attraverso segnali di prezzo.

L’introduzione di segnali di prezzo su base oraria, riflettendo le condizioni del sistema elettrico, può infatti incentivare lo spostamento dei consumi dalle ore più costose e critiche per la rete verso le fasce orarie più economiche. In questo senso, la diffusione di tariffe dinamiche rappresenta una leva strategica per attivare in modo diffuso la partecipazione della domanda e valorizzare appieno il contributo dei consumatori alla flessibilità del sistema.

Sul fronte regolatorio, il Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico (TIDE) rappresenta il principale punto di riferimento per il futuro del settore. La sua implementazione costituisce un passaggio decisivo per integrare in maniera strutturale le risorse distribuite nei mercati elettrici.

La sfida, tuttavia, non sarà soltanto normativa. Sarà altrettanto fondamentale favorire un’evoluzione culturale, necessaria per integrare risorse sempre più numerose e differenti, comprese le utenze domestiche e commerciali, fondamentali per supportare la gestione delle complesse reti cittadine.

Per AssoESCo, la flessibilità rappresenta ormai una componente strategica del sistema energetico nazionale. Affinché il suo potenziale possa esprimersi pienamente, occorre però accompagnare la crescita del mercato con regole più stabili e strumenti capaci di favorire gli investimenti.

Come evidenzia Martina Ravasi, Affari Regolatori Dolomiti Energia e Responsabile del Comitato Tecnico Servizi di Flessibilità in AssoESCo, «Le sperimentazioni hanno dimostrato che la direzione è quella giusta. La sfida, oggi, è trasformare queste esperienze in un modello consolidato, in grado di rendere la flessibilità una componente sempre più affidabile per la sicurezza e la sostenibilità del sistema elettrico italiano».