Per la settimana verde dell’UE, l’associazione EBS ha analizzato come stanno andando le aziende associate che operano nel settore delle energie rinnovabili da biomasse solide.
L’associazione EBS rappresenta i principali produttori di energia elettrica da biomasse solide e raggruppa 20 operatori e 23 impianti di taglia superiore ai 5 MW su tutto il territorio nazionale.
In tutto, la capacità degli impianti installati dagli associati è di oltre 420 MW, con una produzione elettrica annua di circa 2.500 GWh. Per ottenere questo risultato, si impiegano circa 3,5 milioni di tonnellate di biomassa solida, di cui più del 90% prodotta in Italia. L’associazione EBS rappresenta oltre il 75% della produzione elettrica da biomasse solide.
L’associazione ha così verificato l’andamento delle fonti di produzione di energia rinnovabile a biomasse, quanto gli impianti seguono il principio dell’economia circolare e quanto contribuiscono agli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima 2030 (Pniec).
I dati
Secondo i dati, la quantità di biomassa solida utilizzata negli ultimi 3 anni è intorno a 2,98 milioni di tonnellate, con lievi aumenti.
Nel 2020, la biomassa è costituita da:
- residui forestali (50% per la produzione elettrica e oltre 90% per la tutela del bosco nazionale e della biomassa a filiera corta);
- residui di lavorazione dall’agricoltura, l’allevamento e attività forestali (20%);
- residui da aziende agricole (15%);
- colture dedicate agricole e forestali (5%).
Le biomasse solide sono intese come la parte biodegradabile, di sottoprodotto, ricavata dalla manutenzione dei boschi e delle attività agricole e agroindustriali. Quindi, si tratta di cascami, residui della lavorazione di prodotti e da biomassa vergine (ottenuta dalla lavorazione del legno ed esclusa dal regime dei rifiuti).
Per evitare il macero, si triturano e si usano per gli impianti a biomassa. Quali sono i vantaggi a uso energetico?
- Riduzione del rischio idrogeologico e degli incendi;
- Nessuna fermentazione spontanea, quindi meno emissioni di CO2 e polveri sottili in atmosfera.
Secondo l’associazione Bioenergy Europe, di cui EBS fa parte, l’energia da biomasse pesa sul mix energetico dell’UE per il 10% e nel 2018 ha consentito una riduzione del 7% delle emissioni totali prodotte dagli stati dell’Unione Europea. EBS con i suoi impianti evita l’immissione in atmosfera di circa 1,5 milioni di tonnellate di CO2 l’anno rispetto ai combustibili fossili.
La CO2 rilasciata nella combustione di biomassa vegetale è collegata ad un ciclo di crescita della vegetazione. Questa emissione verrà nuovamente assorbita dalla crescita di nuova biomassa negli spazi resi disponibili a seguito dei prelievi.
Questo sistema si chiama ciclo del carbonio che non ha emissioni aggiuntive di gas serra in
atmosfera. Secondo i dati, l’energia rinnovabile del legno copre circa il 6,4% del consumo totale di energia. Le fonti sono il legno delle foreste e i residui e co-residui delle industrie di lavorazione del legno e da legno di recupero post-consumo.
Tra il 2010 e il 2020, il sequestro medio annuo di carbonio nella biomassa forestale ha raggiunto 155 milioni di tonnellate nella regione europea. L’incremento nelle foreste sia in Italia sia in Europa supera sostanzialmente l’abbattimento. Ogni anno cresce più legno di quello raccolto, portando all'accumulo di stock in crescita nelle foreste: dal 1990 l’incremento (costante) è di circa il 25%.