Il calo delle emissioni di CO2 è temporaneo, legato al Covid-19. Gli obiettivi a lungo termine per combattere il cambiamento climatico restano lontani e molto difficili da raggiungere.
Emissioni 2020 in calo per il Covid
Il World Energy Markets Observatory 2020 (WEMO) di Capgemini ci riporta alla realtà per quanto riguarda le due dinamiche opposte viste negli ultimi 12 mesi: il proseguimento dell’impegno dell’industria su temi come transizione energetica, rinnovabili e stoccaggio da un lato; l’impatto devastante della pandemia che potrebbe portare a una ridefinizione degli standard e della normalità.
È una crisi, non la normalità
Il lockdown ha portato alla maggiore riduzione delle emissioni di gas serra dalla Seconda Guerra Mondiale. Non c’è molto da gioire, ovviamente: non solo perché l’economia globale è di fatto in pericolo, ma anche perché l’effetto è totalmente temporaneo. La domanda di energia è rallentata, con un +0,7% globale di consumi. Le emissioni di CO2 del settore energetico sono diminuite dello 0,4%, grazie al passaggio dal carbone al gas, all’incremento delle rinnovabili, al miglioramento dell’efficienza energetica.
Risultati temporanei
Ma non basta, nel lungo termine. Marco Perovani, Telco, Media, Technology &Energy, Utilities, Services Director di Capgemini in Italia, ritiene che il calo delle emissioni abbia un carattere temporaneo: «La riduzione delle emissioni registrata nel 2020 è legata ai lockdown e alle restrizioni relative agli spostamenti. Probabilmente ci sarà un nuovo incremento delle emissioni man mano che il mondo tornerà alla normalità una volta superata la pandemia. Per poter imboccare la giusta traiettoria ambientale sarebbe necessario che restrizioni simili venissero indette ogni anno per 10 anni, ma naturalmente questo è impensabile: servono invece interventi significativi per raggiungere gli obiettivi fissati in tema di cambiamento climatico».
Le rinnovabili: domina l'Asia
La priorità di investimento restano le rinnovabili, che intercettano oltre la metà del budget, soprattutto nei paesi sviluppati. Nei mercati in via di sviluppo, la domanda di energia in costante crescita viene soddisfatta mediante impianti a carbone o a gas. Intanto, il costo dell’energia eolica e solare si è ridotto di oltre il 10% nel 2019. Promette bene l’eolico offshore, mentre ci sono problemi di consenso su quello on shore. In calo anche i costi delle batterie per veicoli elettrici e dei costi di stoccaggio fissi, in un mercato dominato da Cina, Giappone e Corea del Sud.
L'Europa punta sull'idrogeno
L’Europa si concentra tecnologicamente sull’idrogeno come fonte di energia green, per poter compensare la perdita del predominio nel settore delle batterie e dei pannelli solari. A luglio 2020 la Commissione Europea ha deciso di stanziare una cifra compresa tra i 180 e i 470 miliardi di euro da investire entro il 2050 per portare la quota di energia da idrogeno green al 12-14% all’interno del mix energetico europeo. I piani di stimolo di Germania e Francia stanzieranno rispettivamente 9 e 7 miliardi di euro per lo sviluppo delle tecnologie a idrogeno.
Rinnovabili e bilanciamento: abbiamo un problema
La quota crescente di energie rinnovabili nel mix energetico, unita allo stop della produzione energetica programmata, rende però problematica l’affidabilità della rete. L’aumento della produzione delle rinnovabili intermittenti, cioè solare ed eolico, il bilanciamento della rete è più difficile, così come la sicurezza dell’approvvigionamento. Durante il primo lockdown 2020, la quota di energia rinnovabile all’interno della rete è arrivata anche al 70%: Germania e Regno Unito hanno vissuto dei blackout parziali. Reti e normative vanno adeguate.
Gli strumenti? Ci sono
«Numerosi strumenti e risorse digitali hanno raggiunto la maturità e sono disponibili per migliorare prevedibilità, affidabilità e stabilità della rete, oltre alla sicurezza dell’approvvigionamento, accelerando la transizione energetica – commenta Marco Perovani. La stabilità della rete richiede asset per una produzione programmata, capacità di stoccaggio o flessibilità di consumo funzionale. Il WEMO di Capgemini identifica diversi modi per migliorare l’equilibrio della rete laddove questa presenti un’elevata quota di fonti rinnovabili, in particolare attraverso una migliore previsione della produzione di energia, opzioni di stoccaggio a zero emissioni di carbonio e, soprattutto, sviluppo a breve termine di batterie e altre tecnologie a idrogeno. Far leva su digitalizzazione, intelligenza artificiale e automazione per ottenere una maggiore precisione nel prevedere e gestire la domanda, così come implementare la smart grid su scala rappresentano strategie per migliorare la gestione di un mix energetico ben distribuito. L’evoluzione delle normative dovrebbe inoltre introdurre incentivi che stimolino segnali economici positivi e il giusto tipo di investimenti».
Le priorità per il green nel Recovery Fund
Cruciale sarà anche l’utilizzo dei 750 miliardi di euro del Recovery Fund: un terzo andrà infatti a progetti di sostenibilità e transizione energetica. Il WEMO di Capgemini raccomanda di:
- Gestire le emissioni di gas serra: fissare un prezzo adeguato alle emissioni di carbonio e/o
- imporre tasse sulla CO2 e, in particolare, sui prodotti importati, oltre a migliorare il monitoraggio delle emissioni di metano;
- Incentivare la costruzione di impianti di produzione di energia carbon-free (energie rinnovabili ma anche impianti nucleari sicuri) per generare energia elettrica pulita;
- Incentivare l’elettrificazione in particolare dei trasporti, permettendo una de-carbonizzazione sistemica dell’economia;
- Garantire una gestione sicura della rete con una quota maggiore di energie rinnovabili intermittenti aumentando la digitalizzazione delle reti e modificando il calcolo delle tariffe per remunerare gli investimenti digitali, imponendo tariffe dinamiche per aumentare la risposta sul lato della domanda, e modificando l’“ordine di merito” per consentire la riduzione delle rinnovabili quando necessario;
- Sviluppare l’idrogeno green;
- Assicurare che la quota “verde” dei piani di stimolo diventi una realtà.