I certificati di garanzia di origine potrebbero finanziare la transizione green

garanzia di origine energia

Un certificato di garanzia di origine (GO) è lo strumento europeo per garantire la tracciabilità dell’energia elettrica. Ogni MWh prodotto da un impianto che si qualifica per fornire la garanzia di origine

Un aspetto importante delle GO è che sono interamente elettroniche, dalla loro emissione al loro “consumo”, passando ovviamente per il loro trasferimento.

In un momento di grande attenzione alla sostenibilità, per un fornitore di energia è molto importante garantire al cliente finale, consumatore o impresa che sia, la certezza. Che l’energia consumata proviene effettivamente da fonti rinnovabili. Un sigillo di garanzia, non solo un “bollino” di marketing.

Secondo uno studio diffuso da Ecohz (azienda norvegese attiva nelle rinnovabili, GO comprese) dalla crescita impetuosa delle certificazioni di origine potrebbe arrivare un importante contributo al finanziamento della transizione green: addirittura la metà degli investimenti necessari a raggiungere gli obiettivi EU al 2030. Cioè 57 miliardi di euro.

Il costo del certificato di garanzia di origine è in crescita

Sulla spinta della domanda dei consumatori per un’energia green certificata, infatti, il prezzo delle GO è cresciuto moltissimo. A gennaio 2022, la certificazione veniva venduta a 1,7 euro al MWh.

In poco più di un anno, però, il mondo si è trasformato. L’effetto di guerra in Ucraina, crisi energetica, estate siccitosa e inasprimento dei criteri ESG adottati dalle aziende ha portato il costo a un picco di 9 euro al MWh, per poi scendere a 7 a inizio 2023.

Le previsioni di Ecohz ipotizzano un prezzo medio di 5,5 euro al MWh al 2030. Meno di oggi, ma non certo poco.

Nonostante l’impennata dei costi, le certificazioni di origine dell’energia godranno del sostegno delle aspettative dei consumatori sul fronte della sostenibilità: la provenienza da fonte certificata potrebbe rivelarsi un must per stare sul mercato. Un must costoso, certo. Ma che nasconde anche delle opportunità.

Una fonte di ricavi "di mercato"

Secondo l’analisi, infatti, negli anni tra il 2023 e il 2030 le GO potrebbero raccogliere 57 miliardi di euro a favore dei produttori di energia elettrica.

Non solo. Il supporto dei governi, tipicamente in forma di incentivi, sta venendo meno ora che il mercato sta portando a un calo degli investimenti necessari per sviluppare impianti di energia rinnovabile. E le GO rappresentano uno strumento di mercato per il sostegno finanziario dei produttori.

Questo cambiamento è già in atto: la svedese Vattenfall ha vinto una gara per la costruzione di un impianto eolico offshore da 700 MW nel Mare del Nord olandese: non sono previsti sussidi, ma le certificazioni di origine giocheranno un ruolo importante.

Soprattutto per raggiungere gli ambiziosissimi obiettivi della UE al 2030.