Il digitale è una scelta obbligata per le utilities

Il digitale è una scelta obbligata per Energy & Utility. L’analisi di Alberto Merlini, Account Executive Energy & Utilities di Cloudera, sulle trasformazioni in atto nel settore energetico, lascia poco spazio a dubbi.

L'energia come i bit

La trasformazione digitale sta influenzando anche il settore Energy. «Oggi i flussi di energia vanno gestiti come flussi di bit da approcciare con la stessa metodologia, intelligenza e personalizzazione che da sempre caratterizzano il mondo digitale – scrive Merlini. Non a caso, parlare di industria energetica significa sempre più parlare di data driven company che, per essere capaci di sfruttare i bit e di agire come intermediario nel collegare persone, risorse, asset e organizzazione, devono realizzare una scelta trasformativa la cui obbligatorietà è dettata da molteplici fattori».

L'interazione tra tecnologia, aziende, consumatori e politici

La tecnologia ha un ruolo molteplice, di traino e al contempo di spinta, con effetti su aziende, consumatori e politica. «Ad un primo livello, infatti – prosegue Merlini -,  grazie a strumenti tecnologici come gli smart meter, le imprese energetiche dovranno progressivamente fare i conti con grandi moli di dati sui propri consumatori, dimostrando abilità di gestione e sfruttamento che generino maggior valore competitivo, mentre l’avvento della smart grid consentirà di rendere intelligente la rete nazionale, senza contare che, infine, l’efficienza energetica beneficerà costantemente dell’impatto di altre tecnologie emergenti, dalle attività di controllo dei consumi e gestione della domanda per il risparmio energetico alla generazione locale, fino ad arrivare allo storage distribuito, il quale potrebbe spostare gli equilibri o anche mettere fine alla dipendenza dalla rete».

L'engagement sui canali digitali e l'importanza della reputazione

«Allo stesso modo, i canali digitali che consentono il coinvolgimento dei clienti e la gestione dei relativi contratti sono diventati un must per le utility, in particolare per quanto riguarda il canale mobile, e altri fattori quali l’adozione dell’Internet of Things su smart appliance e piattaforme prosumer, molto probabilmente diventeranno fattori di differenziazione nelle scelte dei consumatori, sempre più̀ guidati da esigenze diverse rispetto a quelle tradizionali».

E qui ritroviamo temi come la reputazione, l’attenzione all’ambiente, la trasparenza sulla quota di energia prodotta dalle fonti rinnovabili, che non sono costanti e rendono indispensabile un’infrastruttura di generazione e distribuzione intelligente. Temi su cui la politica stessa sta lanciando chiari segnali, vista l’importanza agli occhi dei cittadini.

Verso un modello distribuito

Le politiche dei governi, nota Merlini, stanno incoraggiando veicoli elettrici, produzione di energia elettrica distribuita, domanda flessibile e soluzioni di energy storage.

«Il tradizionale sistema centralizzato e caratterizzato da un approccio top-down, dalla generazione alla trasmissione, distribuzione e vendita, si sta dunque evolvendo verso un ecosistema molto più̀ distribuito, interattivo e interconnesso, dove gli stakeholder della digitalizzazione sono sempre di più e le aziende dell’E&U dovranno subirne la minaccia o cavalcarne le opportunità, facendone uno degli elementi basilari della propria futura strategia industriale».

Sei ambiti di azione

E i player del settore Energy devono quindi lavorare su diversi pillar:

  • customer relationship, perché ad emergere come best in class nel mondo B2C è solo chi conosce i propri clienti e ne anticipa i bisogni:
  • operations, se la digitalizzazione degli asset e l’Internet of Things sono già una priorità da diversi anni, la sfida principale che va ancora vinta è quella che riguarda l’utilizzo massivo di dati real-time e di performance analytics;
  • nuovi prodotti e modelli di business, volti alla creazione di un’experience di ultima generazione e al lancio una nuova offerta di servizi “smart” (smart home, smart city, smart industry e mobilità elettrica), dove l’energia è un bene prezioso e quindi il suo utilizzo deve essere ottimizzato;
  • l’Organizzazione e governance, sempre più agile e Data-Driven, per valorizzare nel miglior modo possibile i dati come strumento guida delle decisioni e delle conseguenti azioni;
  • Dati e Infrastrutture Informatiche, attraverso un percorso di digitalizzazione che ha degli abilitatori tecnologici obbligati (enabler) come cloud, Machine Learning e Intelligenza artificiale;
  • la Cultura aziendale, promuovendo un cambiamento nella mentalità delle persone, che in un mondo digitale dove tutto cambia ogni 6 mesi ed i dati si rinnovano ogni secondo, devono imparare a vivere “la vita in beta”, in continua sperimentazione e cambiamento.