Elettrificazione del calore industriale: tecnologie pronte, ma i costi dell'energia frenano le imprese

Elettrificazione del calore industriale: tecnologie pronte

Passare dal gas all'elettrico per produrre calore è già fattibile in una parte consistente dei processi produttivi, ma sul piano economico il vantaggio per le aziende italiane resta limitato.

Lo mostra il rapporto ECCO "L'elettrificazione interrotta - Tasse e oneri rallentano la transizione energetica in Italia", che analizza il caso di un'impresa alimentare di medie dimensioni. Sostituendo parte dei boiler a gas con pompe di calore elettriche per processi sotto gli 85 °C, i consumi energetici scenderebbero del 74% (da 1.622 MWh termici a 426 MWh elettrici l'anno), mentre i costi operativi calerebbero soltanto del 9%.

All'origine di questa distanza tra beneficio energetico ed economico c'è il peso di tasse e oneri. Nel caso esaminato, secondo ECCO, quelli applicati all'elettricità sono circa dieci volte superiori a quelli sul gas.

Per le PMI manifatturiere, elaborando i dati ARERA 2024, il rapporto tra componenti fiscali, oneri di sistema ed ETS sull'elettricità e quelli sul gas naturale arriva a 17-20 volte nei livelli di consumo più bassi, e il divario aumenta con i consumi di gas. In sostanza, il vettore più efficiente e importante per la decarbonizzazione risulta anche il più penalizzato.

Le tecnologie, d'altra parte, esistono. Il rapporto stima che circa un quarto dei processi industriali a calore richieda temperature inferiori a 150 °C, un ambito in cui le soluzioni elettriche sono già in commercio.

Si tratta di lavorazioni rilevanti soprattutto nell'alimentare e nelle bevande, nella meccanica e nel tessile-pelle. Grazie alla maggiore efficienza, l'elettrico può ottenere lo stesso servizio energetico con un quantitativo di energia da tre a quattro volte inferiore rispetto alla combustione. Se però il prezzo resta sfavorevole, l'investimento perde attrattiva e le imprese rischiano di rimanere esposte alla volatilità dei combustibili fossili.

In questo quadro si colloca il progetto nazionale di CNA, coordinato da CNA Milano con le Unioni Nazionali CNA Produzione e CNA Installazione Impianti, pensato per far conoscere a imprese e operatori della filiera le tecnologie disponibili, le opportunità e le condizioni necessarie per l'elettrificazione del calore.

L'iniziativa ha seguito due strade. La prima riguarda gli impiantisti: tre incontri di informazione e formazione (uno in presenza a MCE e due online) hanno coinvolto circa 100 partecipanti, ai quali si è affiancata una formazione pratica gratuita per installatori, tenuta a Busto Arsizio, Forlì e Roma, che ha raggiunto oltre 70 professionisti. La presenza sul territorio di tecnici qualificati, capaci di progettare, installare e integrare gli impianti e di assistere le aziende nelle scelte, è considerata un passaggio essenziale.

La seconda strada si rivolge direttamente alle imprese, inserendo il tema in eventi del mondo manifatturiero: il progetto è stato illustrato a MECSPE (Bologna, marzo) e sono previsti un seminario con Haier nell'ambito di CNA Network, dedicato al settore meccanico, e un incontro a BeOpen di Brescia, rivolto al comparto serramenti e infissi. Lo scopo è portare l'elettrificazione del calore nel dibattito industriale, in relazione a competitività, efficienza energetica, sicurezza degli approvvigionamenti, innovazione e capacità di investimento.

«L’elettrificazione del calore – dichiara Matteo Reale, Presidente di CNA Milano – non è più soltanto una sfida tecnologica: è una questione di condizioni economiche, competenze e capacità di applicazione. Se le tecnologie sono disponibili e praticabili e permettono di ridurre in maniera significativa i consumi energetici, dobbiamo mettere le imprese nelle condizioni di poter investire e costruire una filiera di professionisti capace di accompagnarle concretamente nella transizione».

«La transizione – afferma Diego Prati, Responsabile Nazionale CNA Installazione Impianti – non si realizza soltanto attraverso nuove tecnologie, ma attraverso persone capaci di utilizzarle e imprese messe nelle condizioni di valutarne concretamente l’applicazione. Per questo abbiamo scelto di lavorare contemporaneamente sulla filiera degli impiantisti e sul mondo produttivo, portando il confronto fuori dai soli momenti specialistici e dentro i luoghi in cui le imprese prendono le proprie decisioni».

«L’obiettivo – conclude Valentina Di Berardino, Responsabile Nazionale CNA Produzione – è costruire conoscenza e competenze che possano tradursi in interventi reali, accompagnando il sistema produttivo in un percorso di elettrificazione che può diventare un fattore concreto di competitività».

Il progetto si chiuderà il 3 novembre a Bologna con un evento conclusivo. In quell'occasione verranno presentati i risultati e i dati raccolti tramite questionari e confronto con i partecipanti, insieme alle testimonianze di imprese, impiantisti coinvolti nella formazione e aziende che hanno già avviato interventi di elettrificazione dei propri processi.