Il condominio al tempo dei prosumer

In foto la presentazione a Palazzo Edison dello studio “I Prosumer Condominiali”

“Chi fa da sé fa per tre”. Non è solo un vecchio proverbio: ai tempi delle rinnovabili e dei cosiddetti prosumer, chi produce energia “da solo” fa meglio e ci guadagna. È così soprattutto nei condomini, dove il risparmio in bolletta potrebbe arrivare fino al 20%.

Entro il 2030 risparmi fino a 2 miliardi di euro

Parliamo di quelli che una recente indagine firmata Energy@home, Elemens, RSE e Kantar chiama “i prosumer condominiali”. Un nuovo tipo di consumatore che, installati i pannelli solari sul tetto del condominio in cui vive, produce e consuma energia rinnovabile senza passare dalla rete tradizionale. Un futuro ancora da scrivere, e da normare soprattutto, ma che entro il 2030 (quando l’Italia potrà contare potenzialmente su 6,5 GW di fotovoltaico prodotto) porterà a un risparmio sui costi e sulle emissioni non da poco: sono oltre 200mila gli impianti che potrebbero essere installati sui tetti condominiali italiani, secondo i dati, consentendo una riduzione delle emissioni di CO2 fino a 20 milioni di tonnellate e risparmi tra i 1,4 e 2 miliardi di euro.

Il condominio green tra vantaggi e sfide

Si tratta quindi di benefici ambientali, economici ma anche in termini di riduzione del prezzo dell’energia all’ingrosso e di creazione di nuovi posti di lavoro. C’è però ancora molto da fare. Per rispettare gli obiettivi sulle rinnovabili imposti dalla direttiva RED II è necessario almeno quintuplicare il numero attuale di installazioni annue di impianti fotovoltaici. Ma i condomini, per quanto perfetti per via dell’ampio spazio a disposizione per i pannelli solari, sono “frenati” da normative complesse. Come mettere poi d’accordo tutti i condòmini sull’investimento necessario?

Prosumer non solo per condividere

Per di più parliamo di investimenti che oggi non hanno ancora mostrato tutto il loro potenziale. Al momento gli impianti di autoproduzione condominiali sono sfruttati per risparmiare solo sui consumi delle parti comuni: ascensori e luci. Senza la possibilità per i singoli condòmini di utilizzare l’energia autoprodotta per i consumi privati (luci di casa, elettrodomestici, computer, etc).

Come spiega Tommaso Barbetti di Elemens, «superare queste barriere è però necessario e possibile. Del resto parliamo di un potenziale di mercato che potrebbe arrivare fino a 250mila condomini. Ecco perché già nei prossimi mesi si aprirà il cantiere normativo per la definizione delle modalità con cui ciò potrà avvenire».

Secondo Kantar, come riportato in una nota, “gli amministratori di condominio, benché ancora diffidenti, guardano infatti con interesse alle potenzialità del mondo dei prosumer. A maggior ragione se esiste la possibilità di affidarsi alle ESCo per sostenere l’investimento, per gestire l’impianto per tutta la vita utile e per ripartire gli autoconsumi sulla base di regole definite di comune accordo”.