Un modello di sviluppo economico basato su efficienza energetica, tecnologie verdi ed economia circolare per la ripresa. Lo chiede l’associazione ESCo Unite in queste settimane di graduale ritorno alla normalità dopo l’epidemia di Covid-19.
Serve un Green New Deal
Il punto di partenza è la Fase 2, con una crisi economica pesantissima e un costo molto elevato per imprese e famiglie. Serve una visione strategica e politica, con manovre straordinarie per riattivare il ciclo economico e produttivo del Paese. La ripresa deve essere verde, con quell’idea di un Green New Deal che ricorre spesso nel dibattito politico.
L'efficientamento energetico ha bisogno di regole chiare
ESCo Unite sottolinea l’importanza che potrebbe avere l’efficientamento energetico. Un comparto che è cresciuto molto negli ultimi 15 anni, creando migliaia di posti di lavoro e sviluppando tecnologie all’avanguardia per il risparmio energetico. Un settore che ha bisogno di regole e indicazioni chiare sugli incentivi e sulle strategie dei prossimi anni, dai certificati bianchi al conto termico, per programmare futuri investimenti nel risparmio energetico.
Presentato un Piano Green al Governo
“ESCo Unite – si legge in un comunicato dell’Associazione – ha presentato il proprio contributo alle istituzioni competenti, attraverso un piano d’intervento protocollato il 14 aprile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dello sviluppo Economico, il Ministero Economia e Finanza e il Ministero dell’Ambiente. Gli atti depositati garantiscono sia l’attivazione di tutto il comparto dell’efficienza energetica sia la distribuzione della spesa dei fondi statali per gli incentivi in modo puntuale e senza sprechi. Riteniamo fondamentale che venga riattivato il circuito di incentivi legato ai Titoli d’Efficientamento Energetico (TEE): azioni green che avevano generato ottimi risultati economici sia diretti sia come volume d’affari generato, ma che da anni sono totalmente bloccati”.