L’Associazione Federesco ha reso note le proprie proposte per affrontare la crisi economica dopo l’emergenza Covid-19. La strada è quella della sostenibilità ambientale.
L'inquinamento peggiora il contagio Coronavirus?
Federesco sottolinea come secondo alcuni studi l’inquinamento dell’aria potrebbe essere uno dei fattori che aggrava la diffusione del virus, particolarmente aggressivo nella Valle del Po, cioè l’area dove i livelli di polveri sottili hanno ripetutamente superato il limite consentito dalla legge. Federesco ritiene quindi utile, dopo l’emergenza, continuare a incalzare il Governo (e i Governi che seguiranno) verso politiche più severe a protezione dell’ambiente per favorire uno sviluppo economico in cui i problemi ambientali e climatici siano un’opportunità per tutti gli ambiti.
Il Green Deal è la strada europea
«Secondo quanto dichiarato a dicembre dalla Presidente della UE Ursula von der Leyen – dichiara Claudio Ferrari, Presidente di Federesco – il Green Deal è la nuova strategia per la crescita da adottare in Europa, per aiutare la nostra economia ad assumere la leadership a livello mondiale, per il bene del pianeta e delle sue forme di vita. In questo periodo di grandi sfide per tutto il mondo, salvaguardare il patrimonio naturale europeo, la biodiversità, le foreste e i mari non è soltanto importante ma è fondamentale per consegnare ai nostri figli un futuro più sostenibile, sia dal punto di vista economico che ambientale».
«Per ripartire più forti di prima, attuando un vero sviluppo sostenibile – aggiunge Antonio Vrenna, Vice Presidente di Federesco – riteniamo doveroso che il Governo incentivi tutte le iniziative volte a raggiungere una maggiore efficienza energetica nelle case, nelle scuole e negli uffici, occupandosi anche di dare un forte impulso alle energie rinnovabili, ridurre lo spreco di risorse e velocizzare il cambiamento verso l’economia circolare, porre una maggiore enfasi sulla rigenerazione urbana e sulla mobilità sostenibile, eliminare le regalie ai petrolieri e, infine, incentivare le best practice e rendere strutturali l’Ecobonus/Sisma Bonus, nonché sburocratizzare i comparti produttivi».