Al via ieri presso la Triennale di Milano il Festival dell’Energia, una tre giorni di confronto a cui partecipano operatori, imprese, istituzioni e accademia
La transizione energetica è già una realtà e l’Italia ha le potenzialità industriali e tecnologiche per raggiungere obiettivi ambiziosi. Quelli già in parte contenuti nel PNIEC, il Piano Integrato Energia e Clima varato dal Governo, da cui nei prossimi tre decenni si attendono risparmi in bolletta per 1,5-2 miliardi di euro e 16mila nuovi posti di lavoro. Ne è convinto il presidente di Elettricità Futura, Simone Mori, che ieri al Palazzo della Triennale di Milano ha aperto i lavori del Festival dell’Energia inaugurando l’assemblea pubblica dell’associazione che riunisce le aziende del comparto elettrico italiano. E ne è convinto Davide Crippa, sottosegretario del MISE con delega all'energia, intervenuto per delineare il percorso del nostro paese verso gli obiettivi europei di decarbonizzazione da qui al 2050.

Rinnovabili, digitale e largo ai prosumer
Sviluppo e integrazione delle energie rinnovabili, adeguamento e bilanciamento delle reti, resilienza e sicurezza del sistema: sono queste le priorità a cui mettere mano nei prossimi anni. Di pari passo viaggiano la promozione dell’autoproduzione e dell’autoconsumo, con l’aggregazione di reti virtuali che partecipino ai servizi di dispacciamento, la regolamentazione dello scambio di energia tra pari, l’istituzione di comunità energetiche, l’applicazione di forme contrattuali smart. Ma anche la crescita della mobilità elettrica, l’incremento efficienza energetica, la diffusione di case, edifici, distretti, città smart. E, trasversale a tutti gli ambiti, l’innovazione digitale come fattore abilitante di un cambiamento che promette di essere epocale.
Reti, imprese e tecnologie pronte alla sfida
Nei prossimi anni, un ruolo primario spetterà agli investimenti infrastrutturali, sottolinea Luca Torchia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. Saranno strategici quelli sulla rete di trasmissione, chiamata a interloquire con un sistema di produzione decentrato, a gestire flussi multidirezionali e a bilanciare l’intermittenza tipica delle fonti rinnovabili, preservando la stabilità del sistema. Saranno le reti le vere piattaforme abilitanti della transizione energetica, che consentiranno l’accesso e la partecipazione ottimale di tutti gli utenti attraverso le tecnologie digitali, rendendo smart l’energia e attivando le nuove forme di consumo, autoconsumo e scambio tra pari.
Anche le imprese auspicano investimenti sostanziali e sono pronte alla sfida, la cui complessità e durata non va tuttavia sottovalutata e impone una gestione delle fonti inclusiva e complementare, che assegni a ciascuna un ruolo nel percorso di transizione e anche oltre, osserva il Presidente di Confindustria Energia, Giuseppe Ricci.
Consumatori al centro
Se la sostenibilità è il tema forte della transizione energetica e l’innovazione digitale ne è il driver principale, il protagonista indiscusso del cambiamento è il cittadino-consumatore.
Un consumatore consapevole, informato, attento al tema delle rinnovabili e disponibile a mettersi in gioco in prima persona nella dinamica tra produzione e consumo di energia. Il dato emerge da una ricerca promossa dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, realizzata dall’istituto Euromedia Research e presentata ieri pomeriggio durante il Festival dell’Energia.
Due italiani su tre mostrano consapevolezza sui benefici delle energie a basso impatto e una stragrande maggioranza (oltre l'80%) riconosce l'utilità dell'autoproduzione nel ridurre le emissioni inquinanti; tra chi ha scelto o sta valutando di investire su impianti a fonti rinnovabili, oltre il 70% è a conoscenza degli incentivi offerti dallo Stato (“scambio sul posto”, detrazioni fiscali e riqualificazione energetica degli edifici). Tre cittadini su quattro si dichiarano disponibili a investire in impianti fotovoltaici per autoprodurre energia e creare gruppi di autoconsumo (77,9%), percependone l'importanza non solo ambientale ma anche ai fini dell'abbattimento del costo in bolletta (42,8%).