Transizione energetica: Bain & Company prevede una ripresa di fusioni e acquisizioni

Nel 2021 la crescita delle operazioni di Mergers & Acquisitions è stata solo del 20% a causa del contesto di incertezza, ma quest'anno l'M&A potrà diventare una leva strategica di crescita di valore nel percorso di riconversione industriale. A evidenziarlo sono le rilevazioni di Bain & Company, che prevede una ripresa delle fusioni e acquisizioni.

Nel settore energia, il 2021 si è concluso con una progressiva contrazione delle operazioni di M&A, cresciute solo del 20% rispetto al 2020, distanziandosi in modo significativo dai livelli pre-pandemia. Tra i motivi del rallentamento del giro di affari si annoverano la stabilizzazione della domanda e la contemporanea adozione, da parte degli operatori, di un approccio più prudente nella gestione del capitale, in un contesto di perdurante incertezza.

Considerata la crescente pressione sistemica per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, Bain & Company prevede che nel 2022 un numero maggiore di aziende definirà il proprio profilo ESG e risponderà alle spinte evoluzionistiche tramite fusioni e acquisizioni, dopo che nel 2021 nel settore energia le attività di M&A espressamente legate alla transizione energetica hanno rappresentato il 20% del totale delle operazioni di valore superiore a 1 miliardo di dollari.

«In uno scenario in fase di ristabilizzazione, con prezzi dei mercati all’ingrosso a premio e indici di performance ESG sempre più sfidanti, gli operatori del comparto devono rinnovare un approccio attivo alla gestione del portafoglio – afferma Roberto Prioreschi, Managing Director di Bain & Company Italia e Turchia – Anche e soprattutto nel settore energetico, l’M&A potrà quindi diventare una leva strategica di crescita di valore nel percorso di riconversione industriale».

Secondo Bain & Company, le operazioni di M&A dell’industria nel 2022 saranno caratterizzate da sei temi legati alla transizione energetica, che elenchiamo di seguito:

  • rendere più green il business esistente;
  • costruire hub di energia green;
  • riposizionare i portafogli in direzione della transizione energetica;
  • costruire una catena di valore integrata;
  • sfruttare l’M&A per trasformare i modelli di business;
  • fare investimenti strategici in start-up per acquisire tecnologia.

«Nel settore Energia, l’M&A rappresenterà sempre di più uno strumento multidimensionale per la realizzazione di concreti progressi sul fronte della sostenibilità, delle emissioni e della customer centricity – afferma Alessandro Cadei, responsabile EMEA del settore Energia e Utility di Bain & Company – Sarà cruciale, per gli operatori, non solo la definizione di strategie e priorità, ma anche la capacità di mutuare le migliori pratiche dal mondo Private Equity: è necessario pensare e strutturare l’attività di M&A, ma è sempre più importante definire ed eseguire un solito e puntuale value creation plan per massimizzare il valore dell’acquisizione. Se vogliono accelerare il percorso di transizione ecologica e combinare le loro competenze lungo la catena del valore, gli operatori non devono soltanto evolvere il playbook delle joint venture industriali, ma aprirsi a modelli più innovativi di collaborazione con i player finanziari».