Il gas russo e la guerra: l’Europa dipende da Putin, ma è vero anche il contrario

guerra in ucraina e gas

La Russia può fare a meno delle esportazioni di gas vero l’Europa? Se lo stanno chiedendo in molti in queste ore, con l’inizio del conflitto in Ucraina.

Secondo una nota di Natixis, al momento la Russia ha una capacità molto limitata di spostare i flussi di gas verso altri clienti, tipicamente la Cina.

Questo processo richiederà ancora alcuni anni e nel frattempo l’Unione Europea può valutare altre opzioni.

Se la prospettiva di una crisi energetica nel breve termine resta importante, bisogna tenere in considerazione gli effetti di uno stop alle esportazioni di gas russo verso l’Europa.

Perché alcuni Paesi, Germania e Italia in testa, dipendono da questi flussi. Ma è anche vero che l’83% delle forniture di Gazprom sono destinate all’Europa.

Sono anni che si delinea un tentativo russo di spostare le esportazioni di gas verso oriente, soprattutto verso la Cina.

Il gasdotto Power of Siberia 1 porta già oggi verso l’estremo oriente il gas dei giacimenti della Siberia orientale.

E il nuovo gasdotto Power of Siberia 2 potrebbe nei prossimi anni dare alla Russia una leva geopolitica notevole, potendo scegliere se esportare il proprio gas verso ovest o verso est.

Ma il Power of Siberia 2 non è stato ancora realizzato e questa ipotesi resta sulla carta per il futuro.

Intanto, la guerra tra Russia e Ucraina ha reso ancora più evidente, se fosse necessario, che la dipendenza europea dal gas di Mosca non è geopoliticamente sostenibile.

Natixis si aspetta una certa tensione sul mercato globale del gas fino al 2024, ma non oltre. Nel 2025 dovrebbe arrivare una grande fornitura supplementare di LNG, soprattutto dal campo nord del Qatar. 

Un cambiamento di mercato che potrebbe ridefinire gli equilibri geopolitici legati al gas, soprattutto se l’Unione Europea proseguirà i progetti di decarbonizzazione.

Intanto, però, bisogna mantenere l’attenzione sugli sviluppi della guerra e sui loro impatti a breve termine. 

In un’altra nota, la casa di investimento GAM sottolinea che il conflitto potrebbe accelerare la spinta delle politiche energetiche verso il gas naturale liquefatto e le energie alternative. 

Anche perché eventuali sanzioni alla Russia porterebbero a un aumento dei prezzi del petrolio, colpendo in particolare India, Europa orientale e nord-est asiatico. 

Le sanzioni, invece, non dovrebbero colpire più di tanto la Russia, che ha grandi eccedenze fiscali e riserve internazionali.