Ripensare la gestione dei rifiuti nella città del futuro

Crescono gli investimenti per la gestione dei rifiuti urbani. La cui definizione si allarga guardando, ad esempio, al riciclo e all’economia circolare. I dati del WAS Report 2021 del think tank Waste Strategy parlano di «un cambiamento che sta ridisegnando i confini del settore – commenta Alessandro Marangoni, CEO di Althesys e coordinatore del think tank. La gestione dei rifiuti, tema sempre cruciale nel nostro Paese, sta arrivando a un livello di maturità nel recupero e valorizzazione dei materiali che attrae l’interesse di aziende impensabili fino a pochi anni fa. L’innovazione tecnologica e la convergenza tra settori diversi saranno spinte anche dal PNRR: l’Italia è la nazione che assegna le maggiori risorse al waste management».

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Investimenti +8,2%

Nel 2020 sono stati investiti 538 milioni di euro per la gestione dei rifiuti urbani, con una crescita dell’8,2%. Ma, come anticipato, il cambiamento è soprattutto qualitativo: numerose, infatti, le acquisizioni e le alleanze, anche con attori di altri settori. Cresce, ad esempio, l’interesse per i rifiuti speciali: a gestirli è un’azienda su quattro tra quelle attive negli urbani. Mentre alcune utility hanno acquistato imprese industriali per guardare ad attività imprenditoriali nell’ambito del riciclo.

Crescono selezione e valorizzazione

Le prime 240 imprese di gestione hanno generato 12,1 miliardi di valore della produzione nel 2020: il segmento a maggiore crescita è quello della selezione e valorizzazione, interessato da una integrazione verticale e orizzontale. Gli investimenti in raccolta e trattamento crescono, in un anno, dell’8,2%. E l’esigenza di ridisegnare i modelli del settore emerge anche dalle 21 operazioni straordinarie avvenute, di cui quasi la metà, 10, in ambito rifiuti speciali.

Sinergie tecnologiche

Secondo il report Was, è un altro segno della progressiva convergenza dei diversi business delle utility: energia, rifiuti e idrico stanno creando sinergie, grazie anche alle tecnologie più innovative, per aprire nuovi mercati. I confini tra business e filiere diventano meno netti, lasciando spazio a nuovi player e a modelli prima solo immaginati.

Recuperare i materiali

Una tendenza emergente è l’integrazione a valle, soprattutto per la valorizzazione, il recupero e il riciclo dei materiali di raccolta differenziata. Gli esempi di ibridazione tra business differenti comprendono lo sviluppo nel trattamento della Forsu o delle plastiche in ottica waste to energy o waste to fuel; oppure lo sviluppo di tecnologie innovative insieme ad attori extra settore, come per il waste to chemicals.

L’impulso del PNRR

Non c’è dubbio che il PNRR alimenterà queste tendenze, con 59,47 miliardi per l’economia circolare, di cui 2,1 per migliorare la capacità di gestire i rifiuti. Una cifra molto più alta dei 540 milioni che le aziende analizzate dal Was hanno investito nel 2020 e che ha quindi il potenziale per accelerare la trasformazione già in corso.