“Un atto di fede” così S&P Global Ratings definisce l’idrogeno per le utilities europee. Gli analisti sottolineano che le nuove tecnologie per l’idrogeno pulito non dovrebbero portare disruption nel settore energetico per almeno altri 5 anni.
Gli ostacoli per l'idrogeno
E questo nonostante il ruolo crescente nei piani europei di transizione energetica e ripresa economica. Il report "Clean Hydrogen Investment Is Still A Leap Of Faith For European Utilities" vede diversi ostacoli alla crescita rapida dell’idrogeno, da una tecnologia immatura all’insufficiente supporto normativo, per non parlare dei problemi dei costi.
Almeno 5 anni di test
Gli analisti si aspettano un quinquennio di test pilota, alla fine dei quali le utilities europee avranno effettivamente un beneficio, sì, ma dalla maggiore domanda di energia per produrre l’idrogeno. Certo, l’attuale infrastruttura di trasporto del gas potrà essere adattata e riutilizzata per l’idrogeno.
Anche le utilities ci investono poco
Aggregando i piani di investimento delle principali 15 utilities europee inoltre, si arriva a meno di 1 miliardo di euro l’anno per l’idrogeno: pochino, rispetto agli investimenti totali, che si aggirano intorno ai 65 miliardi annui. Insomma, c’è tempo per la rivoluzione dell’idrogeno, che potrebbe però beneficiare di nuove normative, più stringenti, sul carbone.