Idrogeno verde: manca uno standard. E la blockchain si candida a certificarlo

certificare idrogeno verde

L’idrogeno verde è al centro dell’attenzione del mercato. Ma si tratta di un mondo ancora in costruzione e, proprio per questo, ricco di opportunità.

L’Unione Europea ha fissato obiettivi ambiziosi per il 2030 e l’idrogeno verde rientra anche nei progetti del PNRR.

Ed è una cosa curiosa, visto che a oggi manca addirittura una definizione ufficiale e standard di idrogeno verde. Se ne è parlato al Forum Tech 2022 di Italia Solare.

Essere sicuri che l’idrogeno è verde

Certificare l’idrogeno verde, infatti, è particolarmente complesso. A oggi a livello mondiale ci sono almeno 11 standard importanti, più altri secondari.

Una pluralità di definizioni che complicherà lo scambio con altri Paesi, nel caso in cui si sviluppasse un mercato internazionale dell’idrogeno verde, magari liquefatto.

L’idrogeno su blockchain

Un progetto particolarmente interessante è quello condotto da Bureau Veritas e basato su blockchain. Una versione sostenibile e non energivora della blockchain.

L’obiettivo è tracciare l’intero iter di produzione dell'idrogeno: dalla generazione dell’energia da fonte rinnovabile, rilevata mediante IoT, allo stoccaggio dell’idrogeno verde.

Ogni passaggio è notarizzato mediante blockchain, registrando una serie di dati, come il consumo di acqua o l’utilizzo dei sistemi ausiliari. L’idrogeno verde stoccato è associato a un NFT che contiene tutta una serie. di informazioni.

Quel NFT contiene dati, non un “bollino green” opaco e privo di trasparenza: l'NFT fornisce quindi tutti i dati necessari a dimostrare che l’idrogeno è verde, permettendo il confronto con i parametri di qualunque standard.

Guadagneremo eco-token consumando idrogeno?

Una possibile evoluzione del progetto è un vero e proprio eco-token: quando l’idrogeno verde certificato viene utilizzato, anche l’NFT associato viene “convertito”. In un eco-token, appunto che rappresenta e certifica una quota di CO2. non emessa.

E che potrebbe dare il via a un sistema di scambio analogo a quello dei crediti CO2, interamente basato su blockchain.