Tra le tecnologie rilevanti per il mondo dell’energia, quelle per la data analysis e l’intelligent automation sono destinate a una crescita esponenziale. Su queste punta Gruppo Hera per la sua innovazione diffusa e inclusiva
Un modello di innovazione diffuso, che non privilegia singole aree ma assegna a ciascuna la responsabilità di promuovere l’automazione e lo sviluppo tecnologico. Così Salvatore Molè, Direttore Centrale Innovazione e Responsabile ICT di Gruppo Hera, descrive la diffusione di nuovi strumenti all’interno della multiutility, che è attiva nel settore energetico, idrico e ambientale in 350 comuni tra Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Toscana, Veneto e Abruzzo. Un gruppo da 9mila dipendenti, i cui servizi coinvolgono 4,4 milioni di cittadini generando un fatturato superiore ai 6,6 miliardi di euro, con una crescita dell’8% tra il 2017 e il 2018 e un rialzo dell’11% dell’utile netto.
Ognuno per sé, strumenti per tutti
«L’innovazione non è imposta dall’alto ma demandata alle singole unità, al cui servizio agiscono strutture di supporto interne. La direzione innovazione, che include al suo interno anche l’ICT, l’intelligent automation e i data analytics, ha un ruolo trasversale: identifichiamo i trend tecnologici, indirizziamo le scelte e mettiamo a disposizione gli strumenti abilitanti, senza privilegiare alcun ambito ma presidiandoli tutti. I trend su cui ci muoviamo sono quelli tipici di settore, dalla sostenibilità all’economia circolare, dalla trasformazione energetica alla digitalizzazione. L’azienda, infatti, è attiva su una molteplicità di business, che vanno dalla distribuzione e vendita di gas ed energia elettrica alla gestione dei rifiuti, dall’illuminazione pubblica al ciclo idrico, dal teleriscaldamento alle telecomunicazioni», ricorda Molè.
Commerciale in prima linea
«Possiamo ricondurre l’innovazione di Gruppo Hera a tre macroaree. La prima è quella commerciale, che include la relazione con il cliente finale, dall’acquisizione alla riscossione del credito. Si tratta di un’area soggetta a forti spinte competitive, che di per sé innescano un rinnovamento costante, tanto nei processi quanto nelle tecnologie. Promuovere strumenti digitali adeguati all’attività di vendita e utili ai clienti è per noi una priorità: per esempio, i diversi canali di comunicazione del cliente con l’azienda – sportelli, call center, portali on line e app – sono tutti collegati tra loro, tutti in grado di soddisfare le diverse esigenze e di fornire informazioni e servizi utili al risparmio energetico», racconta Molè.
Focus sulle operations
Il secondo ambito di innovazione riguarda l’area operativa. «Siamo un’azienda con una quota rilevante di servizi sul territorio. Oltre alla gestione di tutte le attività in mobilità, tramite tablet e smartphone, esistono altri ambiti in cui è auspicabile fare efficienza e ridurre i costi attraverso l’automazione di processi manuali ripetitivi – la cosiddetta RPA, Robotic Process Atomation – ma anche e soprattutto incrementare la qualità del servizio, applicando gli strumenti informatici e l’analisi dei dati per raggiungere risultati altrimenti impossibili». Un esempio? Un sistema di riconoscimento immagini installato sugli automezzi per i servizi ambientali identifica la qualità di conferimento della raccolta differenziata effettuata dai cittadini, consentendo di individuare le aree su cui intervenire con campagne di comunicazione mirate per migliorare la qualità della raccolta.
Una rivoluzione pervasiva
Il terzo ambito riguarda le attività trasversali, dalla gestione delle risorse umane all’amministrazione, dalla tesoreria alla funzione legale. «Perché ci sia vera innovazione e perché questa si traduca in un generale miglioramento del servizio, gli strumenti devono essere diffusi in maniera inclusiva e pervasiva, coinvolgendo anche le aree meno esposte alla competizione di mercato e tipicamente poco propense al cambiamento; per esempio, anche gli area manager, che gestiscono i rapporti con enti locali e comuni, hanno a disposizione un sistema avanzato di Customer Relationship Management che permette loro di tracciare e monitorare le richieste e le relazioni con i vari interlocutori», sottolinea Molè.
Mentre l’identificazione delle soluzioni più adatte a ciascun comparto spetta alle singole strutture di business, la pianificazione strategica avviene a livello di gruppo, secondo linee di sviluppo stabilite dai vertici aziendali. La direzione innovazione gestisce lo sviluppo e l’esercizio dell’ICT, attraverso i sistemi informativi e la gestione della connettività, ma affianca anche l’unità di data analytics e intelligent automation, la cybersecurity, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione digitale.
Innovazione, la chiave è nei dati
«Le tecnologie disponibili per il mondo delle utility sono moltissime. La criticità, e la vera sfida, sta nell’identificare quelle giuste in ordine alle finalità strategiche dell’azienda: le tecnologie per l’analisi dei dati e l’intelligent automation mostrano potenzialità di crescita enormi. La questione dei dati è preponderante, poiché i volumi di informazioni che abbiamo oggi a disposizione grazie alla digitalizzazione sono incommensurabili con quelli del passato: valga come esempio il caso dei contatori smart, che trasmettono un dato ogni quarto d’ora a fronte della cadenza mensile dei contatori analogici. Lo stesso vale per i cassonetti dei rifiuti, che possono fornire informazioni sul livello di riempimento, per la rete idrica e per quella elettrica. La comprensione dei dati e il loro impiego in ottica predittiva offrono prospettive senza precedenti per contenere i costi migliorando il servizio e la competitività», conclude Molè.
Smart City: il futuro è nella piattaforma
«La smart city è uno degli ambiti in cui le nostre infrastrutture possono fornire servizi innovativi. Siamo partiti dall’installazione di dispositivi sul palo dell’illuminazione pubblica per costruire un sistema di rilevazione diffuso e una infrastruttura informativa che raccoglie input da qualunque dispositivo o sensore sul territorio, dai dati sull’andamento del traffico a quelli sulla qualità dell’aria, dal consumo di verde pubblico alla ricognizione satellitare dei tetti con presenza di amianto. La piattaforma è il futuro della smart city, il cui sviluppo finora è stato limitato da una concezione a silos, concentrata su singoli servizi. Che invece ora andrebbero integrati e gestiti in un sistema unico, attraverso la condivisione e lo scambio di dati», afferma Salvatore Molè.

A Forlì un centro unico per il telecontrollo
«Abbiamo il centro di telecontrollo più avanzato d’Europa». Non nasconde una nota d’orgoglio Salvatore Molè, Direttore Centrale Innovazione e Responsabile ICT di Gruppo Hera, che racconta come l’azienda abbia adottato sistemi di Industrial IoT fin dal 2006, precorrendo di un decennio i tempi di Industria 4.0. «Gruppo Hera nasce nel 2002 dall’aggregazione di diverse utility locali, ciascuna delle quali aveva il suo centro di telecontrollo. Poi l’operatività è stata centralizzata nella sede di Forlì, dove convergono i dati di centinaia di migliaia di sensori disseminati su reti e impianti del ciclo idrico, gas, teleriscaldamento e servizi di igiene urbana. I dati vengono usati per la manutenzione, secondo una duplice modalità di attivazione: in caso di allarme, si interviene sull’anomalia, mentre una serie di automatismi gestiscono la conduzione, la manutenzione ordinaria e quella predittiva. Infine, la simulazione di sistemi in modalità digital twin consente la verifica offline di alcune regolazioni degli impianti al fine di ottimizzarne il funzionamento, per poi riportare le migliori regolazioni individuate sugli impianti reali».
Startup: sì, ma selezionate
«Gruppo Hera incoraggia i dipendenti a proporre iniziative, che raccogliamo sulla piattaforma interna Heureka. Sono le più varie, dall’accessibilità del cedolino online alla promozione dello smart working alla raccolta differenziata: lo scorso anno ne abbiamo ricevute circa 30 e alle più rilevanti abbiamo assegnato un innovation coach», racconta Salvatore Molè. Il modello è aperto anche verso l’esterno, ma con una forte selezione degli interlocutori: «Lavoriamo assiduamente con vari atenei nazionali e con un numero limitato di start up, selezionate in base alle soluzioni e ai servizi proposti: non facciamo distinzioni dimensionali quando siamo alla ricerca di soluzioni adeguate alle nostre esigenze», chiosa Molè.