Crescita sul territorio nazionale, rafforzamento della resilienza delle reti, investimenti per 3,7 miliardi di euro. Di questi, 2,1 saranno impiegati nello sviluppo della “multicircle economy”, un modello che coinvolge tutte le aree di business della multiutility in una strategia di utilizzo e riutilizzo responsabile delle risorse. Sono queste, in estrema sintesi, le direttrici del piano industriale al 2025 di Iren, nel contesto del quale trova naturale conferma il forte radicamento territoriale del gruppo, che con i propri servizi contribuisce allo sviluppo delle economie locali, e la tensione al superamento della dimensione locale.
Leadership locale, ambizione nazionale
«Il piano industriale al 2025 testimonia la volontà di proseguire nel percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni, più che raddoppiando gli investimenti rispetto al piano 2015, con importanti ricadute sul territorio e con la consapevolezza di poter contribuire alla fase di rilancio del Paese. Abbiamo l’ambizione di crescere a livello nazionale e vogliamo affermare la leadership di Iren nella sostenibilità», ha affermato il Presidente del gruppo, Renato Boero, in occasione della presentazione di fine settembre.
Oltre l’economia circolare
«Il piano 2020-2025 conferma l’impostazione strategica e i pilastri industriali degli anni passati, affiancando nuove ambizioni: ampliamo lo sguardo verso nuovi territori, incrementando le eccellenze raggiunte nelle nostre aree storiche e rafforzando la resilienza che ci ha contraddistinto nel corso del 2020», ha ribadito l’Amministratore Delegato, Massimiliano Bianco.
La strategia di crescita del gruppo prevede il superamento del concetto tradizionale di “circular economy” con l’introduzione della “multicircle economy”: «Un modello di sviluppo che enfatizza la natura multi-business di Iren e la visione industriale a lungo termine focalizzata sull’uso consapevole ed efficiente delle risorse», spiega Bianco. «Grazie all’approccio strategico, alla consolidata capacità tecnica e alla solidità finanziaria, Iren è sempre più leader locale e primario operatore nazionale della transizione energetica e ambientale».
INVESTIMENTI, +12% SUL PIANO DEL 2015
Dei 3,7 miliardi di investimenti previsti al 2025, il 40% (1,6 miliardi) è orientato ai settori regolati, con l’obiettivo di potenziare, ammodernare, digitalizzare i servizi di rete. Un altro 40% è destinato alla crescita dimensionale del gruppo e riguarda prevalentemente il settore ambientale: impianti di selezione e trattamento, estensione delle reti di teleriscaldamento, progetti di digitalizzazione e la nuova linea a ciclo combinato della centrale termoelettrica di Turbigo. Il restante 20%, pari a circa 650 milioni di euro, è destinato a investimenti di mantenimento. La marginalità attesa sugli investimenti è di 1,16 miliardi di euro, con un incremento di 240 milioni rispetto al 2019.
300 MILIONI PER IL DIGITALE, PUNTANDO A 2,4 MILIONI DI CLIENTI
Il presidente di Iren, Renato Boero, sottolinea la scelta strategica di investire 300 milioni di euro nell’innovazione digitale: «Il processo di digitalizzazione ci ha consentito di affrontare brillantemente le difficoltà derivanti dall’emergenza sanitaria e renderà sempre più efficiente l’intera organizzazione, fornendo ai cittadini servizi a elevato valore aggiunto grazie ai quali prevediamo una crescita a 2,4 milioni di clienti».
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2020 di Energia&Mercato