La lunga marcia degli investimenti verso il 2050

Il 14 luglio la Commissione Europea ha varato il Pacchetto “Fit for 55”, con il quale entro il 2030 gli stati membri si impegnano a ridurre del 55% le emissioni di CO2 rispetto al 1990. Un programma ambizioso, che fissa le prime tappe del lungo percorso verso gli obiettivi del Green Deal europeo al 2050, in uno sforzo senza precedenti per attuare la transizione ecologica e fare del Vecchio continente il primo ad azzerare il proprio impatto climatico entro il 2050.

Un’opportunità senza precedenti

Nel nostro Paese, raggiungere gli obiettivi energetici sanciti dall’Europa consentirà di creare 90mila nuovi posti di lavoro nel settore elettrico grazie ai 100 miliardi di euro di investimenti privati che potrebbero mobilitarsi nei prossimi 9 anni sul versante della produzione se saranno adottate le necessarie semplificazioni burocratiche. Complessivamente, il raggiungimento dei target al 2030 verso il 2050 richiederà oltre 600 miliardi di euro di investimenti per una pluralità di interventi. Lo hanno ribadito il Presidente di Elettricità Futura, Agostino Re Rebaudengo, e il Presidente di AIEE - Associazione Italiana Economisti dell’Energia, Carlo Di Primio, nel contesto di un evento digitale promosso dalle due associazioni lo scorso 14 luglio, proprio in concomitanza con la pubblicazione del pacchetto “Fit for 55”, e dedicato agli investimenti per la transizione ecologica e al ruolo chiave del settore elettrico in Italia ed Europa.

Non si può più rimandare

Con i suoi 750 miliardi di euro, il piano Next Generation EU prevede azioni e target stringenti per tutti i settori dell’economia. Dal canto suo, il comparto energetico, responsabile del 75% delle emissioni di gas a effetto serra nell’UE, è chiamato alla improrogabile sfida della decarbonizzazione. Una sfida che non riguarda solo la produzione, ma anche l’utilizzo dell’energia: il fatto che il 40% dei consumi sia in capo agli edifici e un altro 25% sia legato ai trasporti impone come imperativi categorici l’efficientamento energetico e la transizione verso la mobilità sostenibile.

Moltiplicare la capacità rinnovabile

Per il settore elettrico italiano, ridurre le emissioni di CO2 del 55% rispetto al 1990 significa aumentare i consumi da fonti rinnovabili dall’attuale 38% al 70% nei prossimi 10 anni, installando oltre 70 GW di nuova capacità rinnovabile di qui al 2030. Un obiettivo il cui raggiungimento è tutt’altro che scontato, dal momento che, a fronte di 7-8 GW all’anno necessari, attualmente riusciamo a installarne a stento uno.

Servono riforme sostanziali

Per mantenere l’Italia nei paesi di testa dello sviluppo globale, è imprescindibile garantire l’efficienza della pubblica amministrazione, condizione indispensabile per il pieno utilizzo dei 70 miliardi di euro che il PNRR metterà a disposizione. Per sbloccare gli investimenti occorrerà però superare difficoltà enormi, cioè avere il coraggio di risolvere le anomalie del sistema italiano, dai tempi abnormi degli iter autorizzativi degli impianti al contenzioso sugli incentivi che ha portato all’annullamento del 97% delle pratiche esaminate dal GSE.

Una mappa delle attività finanziarie sostenibili

La Tassonomia europea delle attività finanziarie sostenibili guiderà le scelte di investitori e imprese verso una crescita economica capace di generare benefici per l’ambiente e il clima in Italia e in Europa. Questa classificazione delle attività economiche sostenibili rappresenta perciò un fattore abilitante per aumentare gli investimenti nella transizione ecologica e per attuare il Green Deal europeo.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2021 di Energia&Mercato