La nuova dorsale dell’energia

Prendendo le mosse dai quattro potenti trend globali che stanno rivoluzionando il mondo dell’energia, Gartner delinea il percorso delle utility e delle aziende energetiche verso l’innovazione digitale. Decarbonizzazione, generazione distribuita, democratizzazione dell’energia e digitalizzazione: sono questi i processi che ormai da tempo e con un’accelerazione crescente impongono ai player del settore di trasformarsi da imprese tradizionali in aziende digitali, facendo leva sulla tecnologia per dare corpo a nuovi modelli operativi e di business. L’analisi affronta il tema dell’innovazione con un taglio alto, commisurato alla portata e alla pervasività dei cambiamenti in atto, in un contesto oggi più che mai dominato dall’incertezza.

Reagire all’incertezza con l’innovazione

Già da prima che l’emergenza pandemica si abbattesse sul sistema globale, la scarsa prevedibilità della domanda e dei prezzi caratterizzava infatti l’orizzonte del settore energetico, chiamato a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili mantenendo invariata, e anzi aumentando, l’offerta di energia a prezzi accessibili. Una necessità divenuta più incalzante alla luce delle nuove indicazioni europee, che pongono la sostenibilità tra gli elementi vincolanti nel rilancio economico post-Covid.

Periferia, il nuovo centro

Il settore energetico fa i conti con un altro fenomeno destinato a spezzare la tradizionale catena di fornitura della commodity, quella in cui l’energia viaggia dalla utility al consumatore: il progresso delle tecnologie innovative “ai margini della rete” ha abilitato la generazione distribuita, lo scambio di energia tra pari e l’attività dei cosiddetti prosumer, i produttori-consumatori di energia, la cui crescita erode la posizione di vantaggio delle utility, rimasta a lungo immutata. Anche su questo fronte, gli operatori devono ripensare obiettivi e modelli, riducendo la tradizionale centralità della commodity per cogliere nuove opportunità di mercato. Ancora una volta, il ruolo delle tecnologie digitali è abilitante e strategico per mantenere l’innovazione interna al passo con la rapida evoluzione delle tecnologie periferiche.

Piattaforme IT al servizio del business

Per differenziarsi, cogliere le opportunità dell’Internet of Energy e ottenere vantaggio competitivo dall’enorme disponibilità di dati raccolti da contatori smart, sensori e altri dispositivi intelligenti, le imprese dell’energia dovranno ripensare il ruolo dell’IT al loro interno e promuovere piattaforme tecnologiche capaci di integrare le informazioni e di impiegarle al servizio del business. Dovranno cambiare il loro modo di lavorare, formare le persone e ripensare la relazione con il cliente. Il cambiamento dovrà coinvolgere tre aspetti all’interno dell’azienda: leadership dell’IT, strategia e approccio all’innovazione; evoluzione dei modelli operativi, cultura aziendale e organizzazione dei processi; comprensione degli scenari, visione del futuro, gestione dell’incertezza. Già oggi, e sempre di più in futuro, l’approvvigionamento di energia è infatti fortemente condizionato da dinamiche socioeconomiche globali: per anticipare le discontinuità, sarà essenziale capire e comunicare efficacemente quali driver, tendenze e forze guidano il cambiamento.

La strada verso il cloud

Dal punto di vista dell’infrastruttura, diverse tendenze spingono le utility verso l’adozione di soluzioni in cloud, che non a caso negli ultimi tre anni hanno registrato un’avanzata significativa. Già nel 2018, un report di Accenture stimava in oltre 4 miliardi di dollari l’ammontare degli investimenti che le utility avrebbero destinato a progetti di implementazione di cloud pubblico, indotte dall’avvento della Blockchain, dall’affermarsi dell’Internet of Things e dalla spinta verso il digitale. In effetti, per le utility i vantaggi del cloud si traducono in un più rapido sviluppo di applicazioni e servizi e in infrastrutture IT più veloci e moderne, adatte a soddisfare le esigenze dei clienti e una domanda ormai fortemente condizionata dall’abitudine al digitale diffusa in altri settori. Necessità che va di pari passo con le esigenze di flessibilità, agilità ed efficienza imposte dal regolatore e dal mandato globale alla decarbonizzazione.

Non solo risparmio sui costi

Il risparmio potenziale che le utility possono ottenere dal cloud è enorme: secondo Gartner, gli operatori del mondo energy investono nell’infrastruttura e nei servizi di hosting fino al 56% dell’intero budget IT; tenendo conto del fatto che la spesa media annua delle utility per l’infrastruttura si aggira intorno ai 624 milioni di dollari, secondo una stima di Accenture il passaggio al cloud porterebbe risparmi compresi tra i 70 e i 168 milioni di dollari.

Ma il cloud non offre solo un mero risparmio economico, bensì permette di fronteggiare le sfide imposte dalla competitività di un mercato incerto, soggetto a vincoli di costo e sempre più veloce. Consente di muoversi con flessibilità e agilità ma a fronte di investimenti ridotti, guadagnando capacità computazionale e di analisi potenzialmente illimitate, da impiegare per ideare e testare in fretta prodotti e servizi nuovi. Sul fronte finanziario, trasformare una spesa in conto capitale in spesa operativa ha i suoi vantaggi, così come la trasparenza e la capacità di produrre reportistica in tempo reale ne hanno sul fronte amministrativo e manageriale.

Serve visione strategica

Eppure, spesso le aziende compiono le proprie scelte sulla scorta di valutazioni di breve termine, mentre quel che serve per ottenere il massimo beneficio dalla migrazione dei sistemi sul cloud è una visione strategica. Per avere effetti sul business, i progetti devono essere multidimensionali e tener conto delle interdipendenze tra le varie funzioni e aree aziendali. In altre parole, devono far capo a una visione olistica che trasformi i processi end-to-end, coinvolgendo le persone, l’operatività e l’intera cultura organizzativa. Solo così l’adozione del cloud sarà la base per attivare funzionalità avanzate basate sull’analisi dei dati: intelligenza artificiale, apprendimento automatico (machine learning), automazione e robotizzazione dei processi (RPA).

 

INTEGRAZIONE TRA SISTEMI, OGGI È POSSIBILE

Il digital journey del mondo dell’energia è avviato e, chi più avanti chi più indietro, gli operatori hanno cominciato a progettare, strutturare, orchestrare i propri sistemi informatici, alla conquista di nuovo valore. Uno dei temi sul tappeto è quello dell’integrazione tra aree e dipartimenti finora rimasti separati: grazie a soluzioni tecnologiche innovative, oggi è possibile far dialogare sistemi che in passato lavoravano a compartimenti stagni, mettendoli in condizione di condividere dati e di operare in sinergia. Un’integrazione che coinvolge il rapporto tra le tecnologie informatiche e le tecnologie operative, quelle che operano a supporto della fornitura dei servizi energetici. Un esempio? La condivisione e l’analisi dei dati provenienti dai sistemi di misurazione smart consentono di ottenere informazioni preziose per migliorare il servizio, per creare offerte personalizzate e alimentare nuove linee di business. Sul fronte degli impianti e delle reti, la raccolta di informazioni attraverso sensori permette di mettere in atto schemi di manutenzione predittiva e addirittura di attivare gemelli digitali – digital twins – che ne riproducono il funzionamento in tempo reale.

 

 

UN VIATICO A USO DELLE UTILITY

Come ogni viaggio, anche quello verso il cloud richiede una mappa e si declina in una successione di tappe intermedie, sintetizzate da Accenture in sei raccomandazioni:

1.   Esternalizzare le attività non core prive di vantaggio competitivo (Business-Process-as-a-Service).

2. Adottare la massima copertura Software-as-a-Service per ridurre i costi a fronte di soluzioni migliori e pronte all’uso.

3. Considerare le opzioni di cloud pubblico, privato e ibrido, scegliendo per ciascuna il carico adatto e bilanciando i rischi.

4. Migrare le applicazioni personalizzate su piattaforme standardizzate (Infrastructure-as-a-Service e Platform-as-a-Service).

5. Ridurre al minimo l’utilizzo di codice personalizzato.

6.         Ridurre il numero di fornitori per limitare la complessità e mantenere vantaggio competitivo.

  

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di marzo 2021 di Energia&Mercato