Il mercato dell'efficienza energetica in Italia ha chiuso il 2024 intorno agli 11 miliardi di euro, in calo rispetto ai 16 miliardi del 2023. Il dato emerge da uno studio presentato oggi a Milano da AGICI sulle ESCo (Energy Service Company), società che realizzano interventi di efficienza energetica.
Il ridimensionamento segue il venir meno della spinta impressa dai bonus edilizi, in particolare dal Superbonus. In questo quadro, le prime 50 ESCo per fatturato concentrano oltre l'80% del mercato, circa 9 miliardi di euro, con differenze sempre più marcate tra i diversi modelli operativi. Le società con scala maggiore e offerta più ampia mostrano risultati più stabili, mentre quelle più dipendenti dagli incentivi registrano una maggiore variabilità.
Sul fronte delle politiche di supporto, l'analisi segnala che gli strumenti più efficaci non sono necessariamente i più onerosi per le casse pubbliche. Secondo dati ENEA e GSE elaborati da AGICI, i Titoli di Efficienza Energetica (TEE) hanno prodotto un impatto di 3,4 Mtep a fronte di una spesa di circa 0,9 miliardi di euro. Le misure legate alla Transizione 4.0, più orientate all'innovazione che all'efficientamento, si attestano su 1,4 Mtep con una spesa di circa 24,7 miliardi.
Sul fronte delle aggregazioni, lo studio registra 10 operazioni di M&A tra il 2021 e il 2025, con un'accelerazione nel 2025 (4 deal). Le operazioni riguardano consolidamenti tra operatori, acquisizioni da parte di utility e ingresso di investitori finanziari.
«Il mercato dell'efficienza energetica – afferma Stefano Clerici, Amministratore Delegato di AGICI – sta attraversando una fase di transizione. Dopo una crescita sostenuta, oggi emerge con maggiore chiarezza la necessità di modelli industriali solidi e capaci di generare valore nel tempo. In questo contesto, il quadro disegnato dagli attuali incentivi di supporto mostra margini di evoluzione, soprattutto nella capacità di sostenere investimenti nel lungo periodo in modo stabile e coerente con gli obiettivi di sistema. È necessario evolvere verso strumenti in grado di valorizzare non solo i risparmi energetici, ma anche la riduzione delle emissioni, premiando interventi più complessi e integrati. Guardando avanti, la direzione è chiara: l'integrazione tra efficienza energetica e fonti rinnovabili rappresenta una leva sempre più centrale, non solo per la decarbonizzazione ma anche per la sostenibilità economica dei progetti. Gli interventi progettati in modo integrato consentono infatti di migliorare il profilo economico-finanziario complessivo, generando valore superiore rispetto a soluzioni frammentate e rendendo gli investimenti più scalabili e attrattivi per il mercato».
Nel corso dell'evento è stato assegnato il Premio "Manager Efficienza Energetica" 2026, promosso dalla rivista di AGICI “Management delle Utilities e delle Infrastrutture”. Il riconoscimento è andato a Giorgio Golinelli, Amministratore Delegato di Hera Servizi Energia. La selezione ha coinvolto i membri dei Comitati della rivista e i partner dell'Energy Efficiency Unit di AGICI.
«Ricevere il Premio "Manager Efficienza Energetica" – dichiara Golinelli – è per me un grande onore e soprattutto il riconoscimento del lavoro che ogni giorno portano avanti le persone del Gruppo Hera. Essere tra i principali operatori italiani nell'efficienza energetica e nella decarbonizzazione è, per Hera Servizi Energia, il risultato di un cammino che da anni ci vede affiancare industria, pubbliche amministrazioni ed edifici residenziali nello sviluppo di interventi concreti di riqualificazione energetica. Un percorso che prosegue con l'obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese, ridurre i costi dell'energia per le famiglie e contribuire alla decarbonizzazione dei territori in cui operiamo».