Energy company: the next generation

NeN nasce da un’iniziativa di imprenditoria interna al gruppo A2A. Una start-up full digital che punta sul segmento domestico per raggiungere mezzo milione di clienti nei prossimi 5 anni

La fortuna? Premia gli audaci

Un fornitore di energia sostenibile e full digital. Si chiama NeN, è una start-up nata da A2A e si definisce la prima EnerTech italiana. Canali digitali e fonti rinnovabili sono la formula attraverso cui propone in tutta Italia la sua offerta per luce e gas, con una rata personalizzata e fissa che si ottiene in pochi minuti sul sito web. Abbiamo chiesto al CEO Stefano Fumi di raccontarci come è nata e come crescerà NeN.

NeN Stefano Fumi

Domanda. A chi è venuta l’idea di NeN e come si è sviluppata?
Risposta. La nostra è una storia di corporate entrepreneurship: abbiamo intrapreso un processo di scouting per identificare e valutare un’idea imprenditoriale all’interno di A2A. L’idea ha preso forma, è stata validata e ne sono stati individuati come responsabili i due “papà”, cioè Daniele e io, che hanno avviato il progetto. Per sviluppare un’iniziativa così innovativa, è stata creata una società a parte, inaugurata il giorno del solstizio d’estate del 2019, ed è stata creata una piattaforma IT proprietaria. Poi abbiamo cercato le persone da coinvolgere in questa avventura: i 24 NeNners, che sono saliti a bordo a luglio 2019. Solo 4 di loro vengono dal mondo dell’energia. A2A e il Board ci hanno sostenuto da subito con un importante investimento. Così abbiamo creato NeN.

D. Qual è il vostro rapporto con A2A?
R. A2A è il socio finanziatore di NeN. Immaginiamo noi stessi come una navicella che si sgancia dalla nave madre per andare a esplorare un pianeta sconosciuto: manteniamo il contatto radio ma siamo autonomi in tutto e per tutto

D. Modello full digital e formula a canone fisso: perché questa scelta?
R. Il modello di business digitale nasce dalla consapevolezza che il livello di servizio offerto dal canale fisico sta stretto a una fascia sempre più ampia di clienti, abituati all’esperienza di acquisto e utilizzo sperimentata con molti fornitori, dall’e-commerce di Amazon alla spesa online, dalla banca virtuale alla nuova telefonia. La formula che rende fissa la spesa nasce dall’esigenza del cliente di conoscere in anticipo il costo della bolletta, evitando conguagli e spese inaspettate. Ci siamo detti che se l’energia non può essere sexy, che almeno sia prevedibile!

D. A quale pubblico vi rivolgete?
R. Ci rivolgiamo a un pubblico abbastanza trasversale, potenzialmente composto da tutti coloro che sono ormai avvezzi all’interazione digitale con i propri fornitori. Siamo molto concentrati su clienti green e tecnofili, ma ci rivolgiamo anche alle famiglie e ai cosiddetti clienti sospettosi. Proprio in riferimento a questo ultimo target abbiamo ripensato la grammatica dell’energia, cercando di semplificare tutte le complessità di questo settore per evitare di suscitare quella difficoltà di comprensione che può dare adito al timore di una fregatura nascosta.

D. State valutando l’eventualità di includere le aziende?
R. Sì. Verso la fine dell’anno lanceremo la nostra offerta per le imprese, rivolgendoci in particolare agli studi professionali, ai negozi ciglio strada e alle piccole partite Iva. Nel nostro target non rientrano invece le grandi aziende e le industrie, il cui comportamento di acquisto non corrisponde a quello dei clienti che gestiamo.

Per crescere, mix di canali e creatività

Chat e whatsapp per gestire la relazione col cliente. Niente bot, solo persone. Linguaggio facile, identità di brand e offerte personalizzate basate su un’attenta analisi dei dati. Così NeN punta a raggiungere i suoi obiettivi ambiziosi. Ne parliamo con Daniele Francescon, Head of Growth della digital energy company.

NeN App Francescon

D. Quali sono i vostri obiettivi in termini di volumi?
R. Vogliamo arrivare a mezzo milione di clienti nei prossimi 5 anni.

D. Con quali iniziative farete conoscere il nuovo brand?
R. Il nostro approccio al marketing e alla comunicazione è molto vario. La maggior parte dei nostri investimenti è concentrata sui canali digitali, con un focus importante sulla creazione della brand awareness partendo da social e search. Ci piace sperimentare e stiamo provando tanti canali, che grazie ai dati siamo in grado di analizzare con rapidità. Abbiamo in programma anche investimenti offline, che includono partnership editoriali, influencer marketing, out of home ed eventi.

D. Attraverso quali canali gestirete la relazione con il cliente?
R. La relazione con il cliente viene mantenuta principalmente via chat (a breve whatsapp), via e-mail e richiamata su appuntamento. Dietro, niente bot ma persone: per noi, il digitale è il mezzo, non il fine. Quando vuoi parlare con noi, troverai noi, per davvero. Tutti i NeNners passeranno una fase di assistenza clienti, quindi potreste trovare anche me o Stefano, il nostro CEO.

D. Che ruolo avranno i dati nelle vostre politiche di pricing e nelle azioni di marketing?
R. I dati hanno già un ruolo essenziale: abbiamo una persona che si occupa esclusivamente di analytics, A/B testing e personalizzazione dinamica dei contenuti. Ogni settimana rivediamo un set di dati molto ampio, da quelli provenienti dalle campagne commerciali alle interazioni nei diversi punti del sito e app in ottica di conversion rate optimization (CRO). Questo ci permette di intercettare i fenomeni appena emergono e di correggere il tiro sia tatticamente sia negli sviluppi futuri.

D. In un mercato in cui il prodotto è percepito come una commodity, come ci si differenzia?
R. Credo che la vera sfida sia nel riuscire a far emergere le differenze, quando ci sono, e nel costruire un brand ben posizionato in cui la gente si riconosca. Nel nostro caso, per passare i messaggi usiamo il linguaggio e la creatività, a volte anche estrema: prevedibilità della spesa con una rata fissa, energia che non diventa green ma nasce green, e i dati per aiutarti a capire di più, a comportarti meglio, a consumare meglio.

D. Come valutate la nuova generazione di energy company basate sul digitale, come voi?
R. C’è movimento e noi siamo contenti: come diceva l’allenatore Mauro Berruto, “gli avversari sono una risorsa”, e dove il cliente trova un’esperienza che lo sorprende positivamente, non torna più al vecchio modo di fare le cose. Per noi è un cliente in più convertito al digitale. Ci piace guardare più all’estero che all’Italia, per cercare di intercettare i prossimi trend.

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di giugno della rivista Energia & Mercato