Schroders: buone le prospettive delle rinnovabili

Le prospettive “risplendono” per il solare e le rinnovabili in generale, secondo l’analisi di Mark Lacey, Head of Commodities della multinazionale della gestione del risparmio Schroders.

Un'opportunità da 120.000 miliardi in 30 anni

A offrire buone occasioni è ovviamente la transizione energetica globale dalle fonti inquinanti a quelle rinnovabili: il cui valore è stimato, nei prossimi 30 anni, in 120.000 miliardi di dollari in termini di opportunità di investimento. Nella cifra mostruosa rientrano la generazione di energia rinnovabile, la fornitura di equipaggiamenti (turbine eoliche, pannelli solari e così via), gli operatori delle reti, i fornitori di equipaggiamento elettrico per la distribuzione e trasmissione. E, ovviamente, chi opera nello stoccaggio di energia.

2020: in pole solare, eolico e stoccaggio

Nel 2020, in particolare, Mark Lacey vede ottime occasioni per il solare, l’eolico e lo stoccaggio di energia. I titoli delle società di energia solare hanno iniziato bene già nel 2019, sulla scia delle attese di una forte domanda in Cina: le attese di una richiesta pari a 40 GW, però, sono rimaste solo sulla carta. La Cina, infatti, ha confermato i sussidi solo fino a luglio 2019, causando il rinvio di alcuni progetti e portando la domanda effettiva intorno ai 20 GW. Alcuni dei progetti rinviati in Cina dovrebbero quindi attuarsi nel 2020, Coronavirus permettendo. L’outlook di lungo termine però resta molto positivo: il solare inizia ad avere prezzi competitivi anche senza sussidi e le politiche governative in molti Paesi puntano fortemente sulle rinnovabili.

Eolico: bene l'onshore

Lacey vede prospettive analoghe anche per l’eolico onshore. Il 2020 sarà l’ultimo anno di sussidi in Cina e di crediti fiscali negli Stati Uniti. Dovremmo quindi, secondo Lacey, vedere un aumento sostanziale della capacity perché gli sviluppatori approfitteranno di questi vantaggi, finché ci sono. Nel 2021, probabilmente, il mercato sarà più debole: ma chissà che non vadano a buon fine le trattive per estendere di un anno i crediti fiscali all’eolico negli USA.

Offshore: boom sì, ma nei prossimi anni

Per l’eolico offshore, invece, la musica cambia. Questi progetti sono tecnicamente più complicati e hanno tempi di progettazione più lunghi. Il settore secondo Lacey potrebbe risentire di qualche debolezza nel breve termine, ma con investimenti più solidi negli anni successivi, in particolare con un balzo significativo previsto a partire dal 2025.

Contratti di servizi: buoni i margini

Altro ambito di investimento interessante sono i contratti di servizio legati all’installazione di nuovi impianti: i margini di profitto si aggirano intorno all’8%, con il caso dei produttori di turbine eoliche che in genere firmano contratti pluriennali di servizio e manutenzione, arrivando a margini più elevati, fino al 25%.

Stoccaggio di energia: cresce la domanda nel 2020

Il 2019 è stato altalenante per il settore “stoccaggio e batterie”: la domanda di veicoli elettrici è stata più debole delle attese in Cina, impattando sulle batterie; in Corea del Sud, inoltre, si sono verificati incendi in alcuni siti di stoccaggio, dovuti a problemi di installazione. E questo ha pesato sulla domanda. Nel 2020, comunque, il mercato dovrebbe crescere fortemente secondo Lacey: le utility hanno bisogno di accantonare l’energia prodotta dalle rinnovabili e sarà in crescita, pur restando residuale, anche lo stoccaggio residenziale. In California i blackout sulle reti di trasmissione e di distribuzione si stanno facendo sempre più frequenti: molti clienti residenziali stanno installando non solo pannelli solari, ma anche batterie di stoccaggio, per evitare disagi in caso di interruzioni del servizio.