Secondo un'analisi condotta da BIP attraverso la Business Unit Energy & Utilities, la produzione europea di biometano ha superato i 4,2 miliardi di metri cubi a fronte dei 35 miliardi all’anno previsti dal piano REPowerEU entro il 2030.
Tra i Paesi europei, l'Italia è in fase di espansione con l’obiettivo di diventare il secondo produttore europeo dopo la Germania, grazie anche a un quadro normativo e a politiche di incentivazione che hanno favorito questo sviluppo.
Il PNRR ha infatti stanziato 1,9 miliardi di euro, prevedendo contributi fino al 40% degli investimenti e tariffe incentivanti per 15 anni. Le nuove capacità in fase di sviluppo ammontano così a 240.000 Smc/h, corrispondenti a circa 2,3 miliardi di metri cubi di biometano all’anno.
A fine 2023, la produzione italiana era di 6,3 TWh/anno (0,59 miliardi di metri cubi), mentre secondo il PNIEC dovrà giungere a 5,7 miliardi di metri cubi annui entro il 2030. Nel contesto nazionale, circa il 50% dei progetti autorizzati deriva dalla riconversione di impianti biogas esistenti, con tempi di realizzazione più rapidi.
Le scadenze iniziali del PNRR fissavano l'entrata in esercizio degli impianti entro il 30 giugno 2026, pena la perdita del contributo a fondo perduto del 40%. La rinegoziazione con la Commissione Europea ha quindi permesso di preservare oltre un miliardo di euro di fondi.
A livello europeo, la Germania mantiene la posizione di maggior produttore con circa 260 impianti e una produzione superiore a 13 TWh/anno (1,22 bcm/anno), sostenuta da incentivi consolidati e da una rete di distribuzione che permette l'immissione diretta del biometano dall'80% degli impianti.
La Francia conta 652 impianti operativi a fine 2023 con una produzione di 0,85 bcm/anno, mentre il Regno Unito mostra una fase di stagnazione dopo la conclusione del Renewable Heat Incentive. Tra i mercati emergenti, la Spagna beneficia di 4,8 miliardi di euro di finanziamenti BEI per circa 50 nuovi impianti, mentre la Danimarca ha programmato oltre 3,1 miliardi di euro di investimenti pubblici entro il 2030, con una produzione di 0,69 bcm/anno a fine 2023. La Polonia ha avviato un piano da 4 miliardi di euro per nuovi impianti e semplificazioni normative entro il 2030.
«Il biometano - commenta Luca Martignoni, Partner BIP - è una leva strategica sottoutilizzata, essenziale non solo per la transizione energetica, ma anche per la competitività industriale e la sicurezza degli approvvigionamenti. La nostra analisi evidenzia che dove le politiche sono stabili e coordinate, come in Italia o in Germania, gli investimenti crescono rapidamente e il settore evolve verso la scala industriale. Nei prossimi due anni sarà decisivo agire su semplificazione, interoperabilità dei sistemi di garanzie d'origine e infrastrutture, per consentire all'Europa di trasformare il proprio potenziale in realtà produttiva».