Protezione del credito, leva strategica d’impresa

Le imprese, in particolare quelle di medie e piccole dimensioni, sono le più vulnerabili agli attacchi delle crisi, sia di carattere congiunturale che nelle evenienze straordinarie come quelle che stiamo attraversando. Il rischio di carenza di liquidità è sempre dietro l’angolo quando il tessuto economico è attraversato in maniera generale da eventi che colpiscono le aziende a macchia di leopardo. La crisi, in questi casi, rischia di contagiare anche altre aziende sane, come un’epidemia che non guarda in faccia a nessuno.

Basta poco e il credito va in default

Sebbene il credito bancario alle PMI abbia ripreso quota a seguito dei numerosi interventi governativi durante la pandemia, ciò non significa che siamo in presenza di una situazione necessariamente stabile. Gli effetti collaterali arriveranno. Imprese, soprattutto PMI, e banche si troveranno alle prese con una serie di alterazioni del mercato appunto a seguito delle misure di sostegno alla crisi con cui dovranno fare i conti. A questa realtà, di per sé già estremamente incerta, si aggiungono nuove normative più stringenti che contribuiscono a rendere la vita delle imprese più difficile. È il caso delle nuove regole europee che hanno abbassato in modo drastico le soglie di default nei confronti delle obbligazioni bancarie, entrate in vigore a partire dal 1° gennaio 2021.

Soglie più stringenti

«Da quest’anno la classificazione a ‘default’ avverrà automaticamente per arretrati relativi a uno o più finanziamenti di ammontare superiore a 500 euro (soglia assoluta) che rappresentino più dell’1% del totale delle esposizioni dell’impresa verso la banca (soglia relativa). Per le PMI, con esposizione nei confronti della stessa banca di un ammontare complessivamente inferiore al milione di euro (esposizioni al dettaglio), la soglia assoluta è ridotta a 100 euro. È prevista la possibilità di uscita dal default trascorsi almeno tre mesi dal momento in cui non sussistono più le condizioni per tale classificazione». Chi parla è Massimo Mancini, Italy Country Director di Atradius, tra i gruppi leader a livello globale nel settore dell’assicurazione del credito commerciale, cauzioni e recupero crediti in 54 paesi, con accesso alle informazioni commerciali su 240 milioni di aziende in tutto il mondo.

«È importante sottolineare che la nuova disciplina, più articolata e ampia nelle differenti situazioni e contesti della sintesi fornita sopra, non modifica i criteri per la segnalazione in centrale rischi, ma che tuttavia rappresenta un elemento di attenzione nella relazione tra banca e impresa», prosegue Mancini.

Come evitare i futuri rischi di liquidità

«La crisi economica, l’anomala situazione della liquidità iniettata dalle misure anti-Covid destinata ontologicamente ad avere un termine, in pericolosa sinergia con le nuove regole comunitarie sui crediti finanziari non-performing, rende più che necessario per le imprese, soprattutto per le PMI, di qualsiasi settore produttivo, agire verso una oculata gestione del proprio capitale operativo tra cui i crediti commerciali, che nel nostro Paese ne sono una ragguardevole parte per vie delle più lunghe dilazioni di pagamento concesse», aggiunge Mancini. 

A tutela delle PMI italiane

In questo quadro, le imprese più piccole, più vulnerabili, possono trovarsi loro malgrado con futuri problemi di liquidità e, se non gestiti in maniera efficace, col rischio di compromettere la loro stessa esistenza. Nell’ottica di fornire una soluzione assicurativa specifica per il segmento delle piccole imprese, Atradius ha messo a punto uno strumento assicurativo, denominato Modula Freedom, rivolto esclusivamente alle aziende con fatturato annuo fino a 3 milioni di euro, una categoria che in Italia rappresenta una platea di vastissima entità, dove le insolvenze nei pagamenti possono innescare rapidamente situazioni di difficoltà finanziaria e problemi di liquidità con ricadute di carattere sociale sui territori e sulle famiglie.

Facilità di gestione, flessibilità di scelta

«Nel caso specifico delle piccole imprese, le esigenze che si presentano in maniera generalizzata sono innanzitutto quelle di una facilità di gestione degli strumenti assicurativi, in modo da evitare sprechi di tempo e di risorse, e poi una massima flessibilità nella scelta dell’importo del rimborso in base alle capacità di investimento nella polizza. Se l’Italia potrà superare la crisi economica mondiale con un impatto in qualche modo controllato in una certa misura sarà anche merito della lungimiranza di quegli imprenditori che hanno provveduto a tutelare i loro crediti commerciali con strumenti assicurativi mirati a preservare la liquidità dell’azienda e, di conseguenza, a garantire la continuità dell’impresa anche in periodi di crisi», conclude il Country Director di Atradius (www.atradius.it).

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di marzo 2021 di Energia&Mercato