Power Utility, naturali piattaforme di innovazione

L’energia, da sempre, rappresenta la benzina del sistema produttivo, ma, sempre più, può esserne l’anima. Guardare alle Power Utility, limitatamente alla loro funzione di generazione, distribuzione e commercializzazione dell’energia, sarebbe miope e non permetterebbe di valorizzarne ruolo e impatto rispetto alla società e al suo quadro evolutivo; in particolare, alla luce delle sfide che abbiamo davanti.

Condivisione di risorse, convergenza di visione

Risposte efficaci a temi come, solo per citarne alcuni, la riduzione del carbon footprint, la circolarità dei modelli produttivi, la maggiore inclusività sociale o la crescente sofisticazione dei bisogni, richiedono due condizioni (irrinunciabili): tanto la messa a fattor comune di risorse, sia economiche sia in termini di competenze eterogenee e specialistiche, distribuite in diversi settori industriali, quanto, ancora più importante, la convergenza di visione rispetto al cambiamento. Tali condizioni possono essere soddisfatte dalla disponibilità di piattaforme culturali e industriali, che fungano da acceleratore e volano del cambiamento. In tale contesto, la variabile pandemica ha semplicemente messo a nudo il re e rinnovato, con maggiore forza e chiarezza, il senso di urgenza rispetto alle risposte che dobbiamo trovare, risposte che, rispetto al passato, oggi possono, inoltre, beneficiare delle misure straordinarie derivanti dal Recovery Plan.

Dimensione, centralità e capillarità per un nuovo ruolo

Le Power Utility, grazie alle loro caratteristiche intrinseche, quali dimensione e scala, capillarità e legami con il territorio, centralità tra sistema produttivo e sistema dei consumi, ben si prestano ad essere le naturali piattaforme attraverso cui innovare e creare valore sostenibile, per rispondere in modo concreto, efficace ed efficiente alle sfide precedentemente richiamate. La disponibilità e capacità, delle Power Utility, di esercitare il ruolo e la responsabilità di piattaforma, anche come abilitatore della transizione energetica ed ecologica, ci sembra essere un elemento ricorrente nei piani industriali, recentemente messi a disposizione degli stakeholder, da parte dei principali operatori di mercato.

Traino di rivoluzioni più ampie

Piani industriali che, facendo leva sulle caratteristiche distintive delle diverse realtà, quali il posizionamento e la dimensione a livello internazionale, piuttosto che i rapporti con le comunità locali e la tradizione storica, mettono bene in evidenza come il comparto, nell’assicurare i servizi per cui esiste (i.e. generazione, distribuzione e commercializzazione dell’energia), è candidato ad essere lo shaper di rivoluzioni più ampie, dalla mobilità elettrica, pubblica e privata, alla circolarità della supply chain, passando per la contaminazione di settore e la valorizzazione dei dati a vantaggio sia delle aziende sia del cliente / proprietario delle informazioni. Già osserviamo sul mercato che forza, decisione e coerenza negli investimenti sulla generazione rinnovabile catalizzano attenzione e risorse economiche di terzi parti, che si uniscono allo sforzo dell’originator amplificando i risultati dell’iniziativa, sia in termini di capacità generativa sia in termini di soluzioni collaterali a supporto del sistema, come le tecnologie per lo stoccaggio.

Un’intera filiera in evoluzione

Ripensare i modelli di gestione end-to-end (i.e. dalla produzione al riciclo) di materiali e componenti, tanto per gli asset di generazione quanto per quelli di rete, può portare ad aggregazioni e integrazioni di filiera nel solco di una convergenza di visione o, più semplicemente ma non meno importante, può dare vita a programmi di evoluzione della supply chain che motivino, attraverso un effetto a cascata, i fornitori delle Power Utility e i fornitori dei loro fornitori a compiere scelte via via più sostenibili, a patto che tali investimenti portino a premialità strutturali rispetto ai comportamenti di acquisto delle società committenti.

Acceleratrici del cambiamento

Per brevità di cronaca ci dobbiamo fermare, ma appare evidente che le Power Utility possono essere molto di più di quello che pensiamo e, anzi, già lo sono: grazie alla solidità dei loro fondamentali, svolgono una preziosa funzione di accelerazione e moltiplicazione dei processi di innovazione e dei relativi investimenti, abilitando la realizzazione di benefici per la società, le imprese e le persone. In altri termini, sono la piattaforma per l’innovazione e la creazione di valore sostenibile.

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di marzo 2021 di Energia & Mercato.