La contabilizzazione guarda al secondo semestre 2021

Qundis contabilizzatori

Il mercato dei contabilizzatori sconta il rallentamento dopo il boom del 2016. Ancora oggi, molti condomini non sono a norma: la pandemia ha infatti rinviato a data da destinarsi i progetti di chi ancora non si era adeguato.

Il 2020 è stato, secondo Matteo Birindelli, Country Manager di Qundis in Italia, un anno “drammatico”, che ha visto una debolissima ripresa in autunno, appena prima che la terza ondata riportasse tutto in standby. Per questo si guarda alla seconda metà del 2021, con la campagna vaccinale a un punto avanzato, per ripartire.

Avviare la sostituzione della prima generazione di ripartitori

Non solo per la ripresa del mercato immobiliare e le nuove installazioni, ma anche per i molti interventi di sostituzione di contabilizzatori che ancora sono necessari. «considerando che una prima installazione massiva di ripartitori ha avuto inizio negli anni tra il 2009 e il 2010 – scrive Birindelli – appare chiaro come in molti casi sia necessario sostituire i ripartitori, che hanno una vita media di circa 10 anni, ed essere pronti al rispetto della nuova normativa EED 2018/2002».

Fare educazione sui consumatori

Un ruolo importante, secondo Birindelli, è assegnato alle aziende del settore, che devono continuare a informare e sensibilizzare, per creare confidenza nei confronti delle nuove tecnologie e far comprendere in concreto i vantaggi che possono offrire. La tecnologia avanza e il mercato offre prodotti nuovi, basati su sistemi connessi che consentono, ad esempio, la lettura da remoto senza che alcun operatore si presenti nelle abitazioni.

E anche sugli installatori

La formazione, secondo Birindelli, serve anche nei confronti degli installatori. «Nel 2016 proliferavano installatori di ogni tipo che sono stati protagonisti di installazioni improvvisate e a pagarne il prezzo sono stati gli utenti finali – afferma Birindelli. Oggi più che mai è necessario, quindi, realizzare impianti migliori, più performanti, isolare di più e meglio, ma anche cambiare i nostri comportamenti. Gli incentivi fiscali sono un enorme acceleratore, ma saranno le persone a fare davvero la differenza. La contabilizzazione del calore gioca un ruolo importante in questo: le persone sono chiamate a misurare e controllare i propri consumi ed in questo modo l’ambiente diventerà più vivibile, nel nostro presente, ma soprattutto per le generazioni future».