Per le imprese è tempo di prepararsi al Regolamento Batterie

Per le imprese è tempo di prepararsi al Regolamento Batterie
David Parras, Senior Regional Director per l’Europa meridionale di SOTI

Le aziende italiane dovranno imparare a gestire correttamente le batterie dei dispositivi mobili. Con l’arrivo del Regolamento UE sulle batterie, in vigore dal 2024 ma che verrà progressivamente attuato per tutto il 2027 e anche oltre, tutti i nuovi dispositivi mobili venduti nel mercato dell’Unione Europea dovranno essere dotati di batterie sostituibili.

Tra le molte novità introdotte dal Regolamento, che impone requisiti obbligatori lungo tutto il ciclo di vita delle batterie, proprio questa “sostituibilità” è al contempo una occasione e una sfida per le imprese di diversi settori.

Che già oggi, spiega David Parras, Senior Regional Director per l’Europa meridionale di SOTI, in questa intervista, sprecano molto denaro proprio per le inefficienze nel monitorare le condizioni delle batterie e nell’ottimizzarne la sostituzione.

AG. Il Regolamento UE 2023/1542 sulle batterie porta grandi novità per i consumatori e le imprese europee, intese come utenti. Quali sono i principali impatti sulla operatività delle nostre imprese, per quanto riguarda la gestione del parco batterie?

DP. Con la progressiva entrata in vigore del Regolamento e l’obbligo per tutti i dispositivi mobili venduti in Europa di montare batterie sostituibili, le imprese sono chiamate a un cambio radicale di paradigma.

Non significherà soltanto avere la possibilità di sostituire la batteria senza dover smaltire l’intero dispositivo, ma incoraggerà anche le aziende a concentrarsi su come gestirli in modo più intelligente, efficiente e sostenibile e ad abbandonare la logica “usa e getta”.

Dal punto di vista operativo, le organizzazioni potranno trarre benefici significativi e duraturi. I responsabili IT dovranno ripensare in modo strategico le politiche di approvvigionamento, privilegiando dispositivi che consentano una sostituzione semplice delle batterie, una lunga durata e la piena conformità normativa.

Sarà inoltre fondamentale adottare una gestione più rigorosa del loro ciclo di vita, con piani di manutenzione strutturati, procedure chiare per il cambio delle batterie e strategie per lo smaltimento di device e componenti.

In pratica, questo significa monitorare attentamente lo stato delle batterie per individuare il momento ottimale per la loro sostituzione, ridurre turnover non necessari, minimizzare i tempi di inattività dei collaboratori e contenere i costi.

Contemporaneamente, i dati sulle batterie assumeranno un ruolo crescente nel supportare la rendicontazione della sostenibilità e il raggiungimento degli obiettivi ESG, trasformando la gestione della flotta di batterie in una priorità non solo IT, ma anche strategica per il business e per la compliance.

AG. E quali sono, invece, i rischi di una gestione non efficiente?

DP. Può avere conseguenze significative, oltre che a livello ambientale, anche economico e operativo.

Sostituire una batteria non completamente esausta, senza reale necessità, rappresenta uno spreco evitabile e comporta in primis un maggiore costo e un più veloce esaurimento dei budget IT. Poiché non hanno una visibilità chiara sulle loro condizioni, spesso infatti gli IT Manager decidono prematuramente di dismettere e smaltire batterie ancora funzionanti con conseguente dispendio economico per acquistarne di nuove.

Avere consapevolezza - grazie al monitoraggio - di quando una batteria sta per esaurirsi evita inoltre soprese e interruzioni che potrebbero compromettere la continuità del business, e dunque diminuire la produttività dei lavoratori.

Un’altra possibile conseguenza può essere, ad esempio, arrivare a sostituire interi dispositivi in presenza di un semplice problema alla batteria, perché non si è diagnosticato il guasto in modo corretto e si è ipotizzato che fossero inutilizzabili nella loro interezza, interrompendo nuovamente il regolare svolgimento delle attività aziendali.

Infine, un comportamento irresponsabile nella gestione di rifiuti elettronici, quali le batterie ,pone le aziende in una posizione di minore competitività rispetto a dipendenti, clienti, investitori e consumatori, in un mercato dove sempre più sono valutate in base al loro impegno ambientale.

AG. I dati diffusi da SOTI evidenziano un paradosso interessante: il 43,2% delle organizzazioni europee possiede già dispositivi con batterie sostituibili. Il budget IT attualmente stanziato è sufficiente?

DP. La nostra ricerca sulla sostenibilità, che ha coinvolto 1.250 manager IT in quattro Paesi europei, evidenzia un chiaro disallineamento tra la tecnologia disponibile e gli investimenti effettivi.

Solo il 33% del budget IT viene destinato alla sostituzione delle batterie. Risorse finanziarie che potrebbero non bastare a supportare le operazioni aziendali.

Per adeguarsi alla normativa UE sulle batterie e trarre pieno vantaggio da essa, bisognerebbe rivedere le priorità di investimento, pianificare interventi mirati che portino all’adozione di soluzioni di gestione delle batterie più proattive e sostenibili.

AG. Nel report sulla Sanità SOTI 2025, emerge che il 34% delle aziende italiane del settore sostituisce le batterie secondo programmi fissi, non basati sulle effettive condizioni delle batterie stesse. Quanto costa alle aziende questo approccio "da calendario" piuttosto che "data-driven"? Quali sono i rischi operativi?

DP. I rischi correlati a un approccio non proattivo e guidato dai dati, anche nel settore sanitario, comportano, oltre alla produzione di rifiuti elettronici evitabili, costi aggiuntivi per l’azienda e l’esposizione a guasti imprevisti e possibili interruzioni nella continuità operativa, garantita dal corretto funzionamento dei dispositivi.

Quest’ultimo aspetto nell’ambito sanitario è particolarmente critico, perché da esso dipende la qualità dell’assistenza e la salute delle persone: interruzioni nelle attività operative possono avere conseguenze gravi e immediate che potrebbero potenzialmente metterle a repentaglio.

Con l’evoluzione della tecnologia e l’avanzare della digitalizzazione, dispositivi mobili come tablet, PC, smartphone e stampanti sono ormai strumenti essenziali per garantire cure efficaci e assistenza domiciliare di qualità, supportando un gran numero di servizi e operazioni fondamentali, dalla compilazione e consultazione delle cartelle elettroniche dei pazienti alla possibilità di effettuare ricerche approfondite, fino all’erogazione delle cure mediche da remoto, cruciale in un contesto di scarsità di risorse ospedaliere. In base al nostro report sul comparto il 99% delle organizzazioni sanitarie nel mondo (98% in Italia) utilizza infatti dispositivi connessi o soluzioni di telemedicina.

Ora immaginiamo, in un contesto di questo tipo, le conseguenze dell’interruzione del funzionamento di un dispositivo mobile causata dall’esaurimento di una batteria non monitorata e non sostituita, magari esaurita prima del tempo: si può intuire quanto possano influire sulla tempestività delle cure e diventare pericolose per la salute.

Ed ecco quindi la necessità di un ripensamento radicale da parte delle aziende del settore.

AG. Solo il 52,3% dei manager IT europei ha obiettivi chiari legati alla sostenibilità dei dispositivi mobili. Quali sono le 5 strategie chiave che le aziende italiane dovrebbero implementare fin da oggi per ottimizzare la gestione delle batterie e prepararsi concretamente ai nuovi regolamenti?

DP. Le aziende italiane devono adottare un approccio strutturato e data-driven, che consenta decisioni più informate, riduzione dei costi e massimizzazione della vita utile dell’hardware.

Le cinque strategie chiave sono:

  1. Preferire l’impiego di batterie intelligenti (smart battery) di nuova generazione, che registrano metriche chiave, come data di produzione, capacità di carica, stato di salute, temperatura, numero di cicli e numero di serie, consentendo decisioni più consapevoli e mirate;
  2. Ottenere massima visibilità e controllo sulle prestazioni delle batterie dei dispositivi con le moderne soluzioni di Enterprise Mobility Management (EMM), che permettono all’IT di monitorare in tempo reale lo stato di salute e le prestazioni di ogni batteria smart (vita residua, prestazioni e utilizzo) attraverso dashboard centralizzate. Questo consente l’intervento solo quando necessario, evitando la rottamazione prematura dei dispositivi e concentrandosi sulla sostituzione delle sole batterie a rischio;
  3. Passare dalla manutenzione reattiva a quella predittiva grazie alla diagnostica data-driven. Integrando i dati delle batterie intelligenti con le piattaforme EMM, le aziende possono analizzare i modelli di utilizzo e prevedere i guasti prima che si verifichino, riducendo le interruzioni operative e migliorando la pianificazione dei budget;
  4. Definire una policy IT formale allineata a regolamenti e sostenibilità che guidi gli investimenti verso soluzioni più green e incoraggi il coinvolgimento attivo dei dipendenti, rendendo la sostenibilità parte integrante dei processi decisionali;
  5. Valutare una riallocazione interna di batterie ancora performanti prima della loro dismissione per impieghi meno intensivi, prolungandone la durata, riducendo gli sprechi e migliorando l’utilizzo complessivo degli asset.