Tre comuni del livornese, un progetto di economia circolare a misura di territorio. Si chiama la Fabbrica del Futuro e parte dall’impianto di Scapigliato per servire energia prodotta dal ciclo dei rifiuti a Rosignano Marittimo, Santa Luce e Orciano Pisano.
Energia “green” al servizio di 33mila cittadini
Il progetto è il frutto dell’accordo tra REA Impianti ed E.CO. Energia Corrente, realtà consortile per la fornitura di energia senza fini di lucro, con il supporto di Confindustria Livorno Massa Carrara. L’obiettivo è la distribuzione dell’energia prodotta dal recupero del biogas ai cittadini e alle imprese dei tre comuni, che insieme contano oltre 33mila abitanti.
L’impianto di Scapigliato
Al centro troviamo l’impianto di Scapigliato, una discarica dove viene trattato e recuperato il bio-gas in circa l’80% del volume complessivo prodotto e il 95% di quest’ultimo viene trasformato in energia elettrica. Oltre 100 persone lavorano nell’impianto, insieme alle circa 60 persone occupate nell’indotto.
Sconti sull’energia in base alla lontananza
La produzione annuale è da 25 milioni di Kilowattora e sarà messa al servizio di tutte le famiglie di Rosignano Marittimo, Santa Luce e Orciano Pisano con fasce differenziate di sconto dal 100% al 20% a seconda della lontananza dall’impianto. Il territorio verrà infatti suddiviso in “zone concentriche” a partire dal sito di Scapigliato.
12 colonnine per le auto elettriche
Il progetto prevede inoltre l’installazione di 12 colonnine sul territorio per la ricarica gratuita di auto elettriche. A ogni famiglia che sottoscriverà il contratto di fornitura dell’energia di Scapigliato sarà consegnata una “Scapigliato Card” per il recharge dei veicoli, ma anche per ottenere sconti sulle iniziative dell’Associazione Armunia.
«Restituire energia a coloro che ci portano i loro rifiuti e che vivono nel territorio in cui si trova l’impianto di Scapigliato – dichiara Alessandro Giari, Amministratore Unico di REA Impianti – è, crediamo di poter dire finalmente, il nostro modo di iniziare a rendere questo impianto socialmente utile, più accettabile e compatibile per il territorio».