L’azienda parmense Sicim ritorna a operare in Italia con quattro nuovi progetti di ammodernamento della rete gas italiana, di cui due da Ravenna a Fano e due da San Benedetto del Tronto a Chieti, del valore complessivo di circa 300 milioni di euro.
I lavori di costruzione, il cui inizio è previsto nel mese di luglio, sono stati aggiudicati con gara pubblica da Snam, e il termine della commessa è previsto per il 2025. Per l’esecuzione Sicim si occuperà della parte relativa alla costruzione, alla rimozione della condotta esistente e il relativo recupero del materiale ferroso, nonché dei ripristini finali.
«Le ultime attività in Italia di Sicim risalgono a 12 anni fa, nel 2010, con il completamento del nuovo metanodotto Martirano-Morano Calabro, che ha attraversato la tratta Rende-Tarsia e Tarsia-Morano Calabro, per un totale di 75 km di estensione e un diametro di 48 pollici – afferma Guido Cagnani, Managing Director e Vicepresidente di Sicim – Questo nuovo progetto per noi è molto importante ed è indice della nostra volontà di tornare a operare nel nostro Paese di origine: ci fa fare un salto indietro nel tempo, quando, proprio sessant'anni fa, Sicim cominciava la sua collaborazione con Snam che ci ha portato ad eseguire progetti ovunque in Italia».
Oltre alla linea principale di 175 km e diametro 26 pollici, verranno realizzati 56 km di allacciamenti e ricollegamenti alla rete di metanodotti esistente.
«Tra le sfide del progetto rientrano principalmente le condizioni complesse che il territorio italiano presenta, per le quali Sicim ha maturato l’esperienza necessaria operando in tutto il mondo e in tutti gli scenari possibili – afferma Leonardo Gravina, General Manager di Sicim – Lungo le aree attraversate si incontrano strade, ferrovie e corsi d’acqua. Per questo motivo, in alcuni tratti, si farà ricorso a tecnologie cosiddette “trenchless” o “no dig”, ovvero quelle tecniche di scavo non tradizionali che consentono la posa in opera di tubazioni e cavi interrati senza avvalersi di scavi a cielo aperto, permettendo una riduzione degli impatti sull’ambiente, sulle strutture superficiali e sulle infrastrutture di trasporto».
Nello specifico, 44 km di linea saranno installati senza scavi, ma con 40 trivellazioni orizzontali controllate e 24 attraversamenti in Microtunnel. Con questa tecnologia lo scavo è eseguito mediante uno scudo fresante, controllato in remoto, che avanza a spinta nel terreno, seguito da conci tubolari in calcestruzzo all’interno dei quali verrà installata la condotta del gas.
Oltre 200 attraversamenti saranno realizzati utilizzando trivelle spingitubo in cui il tubo casing in acciaio è infisso nel terreno mediante la pressione esercitata da martinetti oleodinamici posizionati all’interno della postazione di spinta.