Il Superbonus al 110% è uno dei temi più discussi, perché dovrebbe rilanciare l’economia e le ristrutturazioni. La Rete IRENE è intervenuta sul tema, soprattutto per quanto riguarda l’incentivazione dell’efficienza energetica e del miglioramento sismico, agli articoli 128 e 128-ter del Decreto Rilancio.
Attenzione agli aspetti migliorabili
Rete IRENE sottolinea che “il provvedimento, a livello generale, si è posizionato nella giusta direzione ponendo l’attenzione su aspetti tecnici significativi per il settore, tuttavia la sua articolazione richiede un’analisi puntuale, al fine di identificare non solo i punti di forza già presenti al suo interno, ma anche quei sottili cavilli che potrebbero essere migliorati in fase di discussione prima della definizione finale”.
Articolo 218 sul Superbonus
L’articolo 128 del Decreto Rilancio crea il Superbonus: un nuovo incentivo pari al 110% delle spese sostenute per una serie di categorie di lavori che il provvedimento mira ad esaltare al fine di contrastare da un lato la congiuntura negativa causata della pandemia Covid-19 e, dall’altro, di stimolare un piano di trasformazione del patrimonio immobiliare nazionale in chiave di sostenibilità energetica e ambientale, destinato a durare nei prossimi decenni.
Articolo 128-ter: il trasferimento del credito di imposta
L’articolo 128-ter del Decreto Rilancio revisiona invece i meccanismi di trasferimento dei crediti d’imposta (attraverso la cessione e lo “sconto in fattura”) in logica sperimentale e con l’obiettivo di rendere più fruibile ed efficace il sistema degli incentivi.
Perché non funziona lo sconto in fattura
È evidente che la detrazione fiscale stimola la domanda. Ma come ben sa chiunque abbia ristrutturato casa di recente, lo sconto in fattura non piace alle PMI. “Una pietra tombale”, lo definisce Rete IRENE: l’impresa non incassa dal cliente, ma paga di tasca propria l’IVA e la ritenuta dell’8%, oltre ovviamente a personale, materiale, ponteggi e così via.
L'impresa spende, la banca non finanzia, il cliente non paga...
Di fatto, in base alle norme vigenti, un amministratore di condominio comunica all’Agenzia delle Entrate una sola volta all’anno l’esercizio dell’opzione per lo sconto o per la cessione, mentre le banche continuerebbero a non pre-finanziare le PMI. L’apertura della cessione dello sconto in fattura alle banche, contenuta nel decreto e accettata dalla Ragioneria dello Stato in conseguenza della temporanea sospensione del Patto di Stabilità, non basterà senza accorgimenti che permettano alle imprese di non andare a cercare una quantità di risorse finanziarie dello stesso ordine di grandezza del loro fatturato annuo.
La cessione deve essere istantanea
Rete IRENE evidenzia una soluzione rapida: rendere istantaneo il trasferimento dei crediti d’imposta alle imprese e da queste ai soggetti disposti a finanziarle. E invia questi suggerimenti al Governo:
- Conferire un mandato all'Agenzia delle entrate con l’obiettivo di scrivere regole che consentano di trasferire i crediti d'imposta fattura per fattura e in tempi brevissimi, con particolare attenzione per i condomini;
- Fare in modo che tale provvedimento dell'Agenzia coincida con la conversione in legge del decreto rilancio.