Schroders: i giganti dell’oil&gas in prima fila nella transizione energetica

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Mark Lacey, Head of Global Resource Equities di Schroders

Le major petrolifere stanno iniziando a reindirizzare una grande quantità di investimenti verso le rinnovabili e svolgeranno un ruolo di primo piano nella transizione energetica.

La transizione energetica è una sfida sempre più urgente e la strada maestra sarà quella dell’elettrificazione.

All’evento Recharge - Energia in azione, organizzato da Schroders a Milano, si è discusso su cosa sia necessario fare per ridurre il consumo di petrolio e gas e sostituirli con fonti rinnovabili, abbassando le emissioni globali.

«La buona notizia è che la Terra non è a corto di energia, a cominciare da quella solare – afferma Nicola Armaroli, ricercatore del CNR. La cattiva è che bruciamo ancora troppo per muoverci, scaldarci e produrre energia. L’elettrificazione è la via d’uscita principale. I motori elettrici sono più efficienti di quelli a combustione e le tecnologie elettriche rinnovabili sul mercato già esistono e sono le più competitive sotto ogni aspetto, dai costi ai tempi. Rispetto alle fonti tradizionali, le rinnovabili richiedono meno quantità di materiali ma una complessità maggiore, ed evidenziano la necessità di cooperazione internazionale, in quanto nessun Paese ha tutti gli ingredienti a disposizione per completare il processo di transizione».

I combustibili fossili sono destinati a rimanere e, con loro, anche le major petrolifere. Proprio i giganti dell’oil&gas svolgeranno un ruolo di primo piano nella transizione energetica.

Il finanziamento della transizione energetica, necessaria per ridurre le emissioni globali del 33% dai livelli del 2010 entro il 2030 per limitare l’aumento delle temperature a 2°C, attualmente offre visibilità sul fronte della crescita attesa e valutazioni attraenti lungo tutta la catena del valore.

Le parole di Mark Lacey, Head of Global Resource Equities di Schroders

«Il ruolo delle major petrolifere nella transizione energetica è ancora più importante se si considera che sono le uniche società che potranno produrre, conservare, trasportare e usare l’idrogeno, oggi considerato il combustibile del futuro per l’industria pesante.

L’elettrificazione sta guidando la transizione energetica e questo sta accadendo per effetto di politiche governative di incentivo e per la maggiore consapevolezza dei problemi ambientali, ma soprattutto perché per la prima volta dopo molto tempo i costi sono scesi, eolico e solare sono molto più economici e per questo assistiamo a un picco di accelerazione delle tecnologie.

Quando parliamo di investimenti parliamo dell’intera catena del valore: non solo pannelli solari e pale eoliche ma anche trasmissione e distribuzione con l’ammodernamento della rete e lo stoccaggio. Per le sole infrastrutture di ricarica sono previsti 2.000 miliardi di dollari di investimenti l’anno, cinque volte quelli assorbiti oggi dal settore dell’oil&gas globalmente. Un’enorme quantità di capitale destinato a tradursi in crescita degli utili».