Energie rinnovabili al centro, se le persone guidano la trasformazione

Anche se in questo periodo deve condividere la scena mediatica con la pandemia globale, l’emergenza climatica non si è in alcun modo attenuata né i rischi derivanti dai cambiamenti climatici sono diventati meno urgenti.

In un’ottica globale, direi che la spinta per ridurre le emissioni di CO2 sta entrando in una nuova fase, caratterizzata più dall’azione che dalle parole. Nel settore energetico, delle utility e delle risorse, emergono chiari segnali di un deciso movimento in avanti, più avvertibile tra le aziende protagoniste del settore e più agili, ma presente anche tra quelle monolitiche e più lente nei cambiamenti. Oltre a questo fenomeno, riscontro anche rapidi sviluppi nella trasparenza, la verificabilità e la collaborazione basate sui dati, che creano nuove opportunità per acquisire e soddisfare clienti e utenti finali, conquistare quote di mercato e operare in maniera più efficiente (in termini sia di processi aziendali sia di impatto ambientale).

Sullo sfondo dell’attuale contesto di mercato, che si prefigura forse come il più volatile della storia moderna, ho voluto sintetizzare le mie riflessioni sul futuro che attende il settore:

Joint venture e startup alimentano la crescita delle rinnovabili, ma le grandi major del petrolio cambieranno pelle?

Il 2020 è stato un anno sconfortante per molti versi. Tuttavia possiamo permetterci un certo ottimismo se pensiamo alla costante crescita delle energie rinnovabili e green, come il solare fotovoltaico, l’eolico o l’energia idroelettrica, solo per citarne alcune.

Nel suo report Renewables 2020 di recente pubblicazione, la IEA nota che il Covid-19 non è riuscito a rallentare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Anzi, in termini di nuovi investimenti per accrescere la capacità, le energie rinnovabili si confermano come la fonte energetica che crescerà a ritmi più rapidi fino al 2025.

Prevedo che lo sviluppo delle energie rinnovabili sarà indotto da joint venture e partenariati multidisciplinari e trasversali al settore. A partire dal 2021 sempre più aziende del settore energetico e utility instaureranno collaborazioni con aziende agili, che potranno essere società consolidate o piccole startup, con l’obiettivo di ridurre le proprie emissioni e di generare nuove fonti di reddito nel lungo termine.

Sono sempre più diffusi gli esempi a livello mondiale:

Un consorzio guidato dal produttore britannico di motori Rolls-Royce progetta di costruire 16 mini impianti nucleari nel Regno Unito. Il progetto, sostenuto da partner quali il National Nuclear Laboratory britannico, la società di costruzioni Laing O'Rourke e il gigante statunitense dell’energia elettrica Exelon Generation, dovrebbe creare 6.000 nuovi posti di lavoro entro il 2025 e ulteriori 15.000 entro il 2035, oltre a contribuire significativamente al programma nazionale di azzeramento delle emissioni di CO2.

Nel tentativo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e allo stesso tempo promuovere un maggiore utilizzo delle energie rinnovabili nel mix energetico, Pacific Gas and Electric Company (PG&E) e Tesla hanno gettato per basi per un sistema di stoccaggio dell’energia in batterie agli ioni di litio da 182,5 MW in California. Il progetto Megapack di Tesla migliorerà anche l’efficienza e l’affidabilità della rete, con un conseguente abbattimento dei costi generali per i consumatori.

La major mondiale dell’energia BP e la società danese Ørsted attiva nelle energie rinnovabili hanno recentemente annunciato un piano per lo sviluppo di un progetto di idrogeno verde in Germania. Il progetto si prefigge di alimentare la raffineria di Lingen, situata nella Germania nord-occidentale, con idrogeno rinnovabile prodotto da fonti idriche attraverso un processo di elettrolisi alimentato con pale eoliche.

La generazione di elettricità “Behind-the-Meter” rivoluziona il settore

Il corollario delle tendenze a favore delle energie rinnovabili che ho appena descritto è la proliferazione delle DER (risorse energetiche distribuite). Aziende e privati cittadini (il cosiddetto comparto BtM o “dietro il contatore”) scelgono sempre più soluzioni come i pannelli solari e le fonti geotermiche per integrare la propria fornitura primaria di energia e con il tempo bypassano le tradizionali aziende di fornitura energetica.

La conseguenza di questo sviluppo è che le società di generazione e distribuzione di energia elettrica perdono non solo una fonte di reddito regolare e finora blindata, ma anche il controllo di una rete nazionale o regionale che non è progettata per permettere una produzione di energia rinnovabile e decentrata.

Anche se la rivoluzione innescata da questa tendenza non è sicuramente benaccetta in certi ambiti, essa apre tuttavia enormi opportunità per le utility più lungimiranti e capaci di intercettare nuovi flussi di reddito.

Alla luce di queste tendenze, prevedo che ci saranno sempre più utility che proporranno la vendita di prodotti e servizi legati alle DER, per esempio pannelli solari, direttamente ai consumatori finali. Questi prodotti sono generalmente forniti da società specializzate che assicurano anche il servizio di assistenza, ma le aziende energetiche e le utility occupano una posizione privilegiata per sfruttare le economie di scala e possono fare leva su reti di assistenza capillari e ben radicate per offrire più scelta, servizi più tempestivi e migliori piani di pagamento per coprire i costi up-front. Oltre a ridurre la spesa energetica (o addirittura guadagnarci rivendendo alla rete l’energia in eccesso), i consumatori beneficerebbero anche di costi di manutenzione inferiori e avrebbero la tranquillità di sapere che hanno come controparte una società certificata e regolamentata.

Mentre le grandi utility fanno passi da gigante nel settore delle DER, crescono le pressioni per fornire un’esperienza di servizio su un livello completamente nuovo, efficiente e su ampia scala. Confrontate improvvisamente con centinaia di migliaia di nuovi asset su piccola scala da monitorare e ai quali fornire assistenza, le società energetiche dovranno compiere sforzi mirati per implementare tecnologie smart e predittive come l’intelligenza artificiale (IA), il machine learning (ML) e i digital twin per poter trasformare il flusso di dati in informazioni intellegibili. IDC prevede che entro il 2025, più del 50% delle utility aumenterà la spesa per le operazioni automatizzate e in particolare sull’IA, le tecnologie d’avanguardia e il machine learning, raddoppiando la diffusione della manutenzione predittiva e prescrittiva[1].

Una delle principali sfide per i nuovi player che si affacciano sul mercato è quindi la capacità di individuare e utilizzare software aziendali in grado di rendere sfruttabili dati destrutturati per trasformarli in un servizio efficiente al cliente.

Decarbonizzazione e dati nell’offerta di servizio al cliente

Le funzionalità per l’operatività dei dati possono essere utilizzate anche nel settore delle spedizioni per fornire un servizio impeccabile al cliente.

Per la logistica globale, il 2020 è stato un anno di trasformazioni. In particolare il settore del trasporto aereo delle merci è stato il più colpito e, secondo una relazione pubblicata da Accenture, ha registrato una contrazione del 20% della capacità complessiva nel periodo 12-25 ottobre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Alla luce di queste tendenze globali, prevedo che nel 2021 inizieremo ad assistere a un certo fermento nel settore marittimo nel tentativo di conquistare quote di mercato del settore aereo. Grazie alla capacità intrinseca delle navi di alloggiare batterie più grandi e avere un sistema di propulsione a zero emissioni (caratteristica difficile da riprodurre negli aerei), l’ecosistema del trasporto marittimo ha tutte le carte in regola per presentarsi come l’opzione più sostenibile e più green.

Questo sviluppo si tradurrà in una sorta di corsa agli armamenti tra porti commerciali per offrire i servizi più intelligenti, convenienti ed efficienti ai propri clienti e ai clienti dei clienti. Questa nuova dinamica determinerà la proliferazione di tecnologie come l’IA, il ML e i digital twin per assicurare la trasparenza, tracciabilità e attendibilità della supply chain e soprattutto per garantire una migliore qualità del servizio.

I porti e gli stakeholder attrezzati per il cambiamento avranno una grande opportunità di incrementare il proprio reddito e la propria quota di mercato. Tuttavia per avere successo saranno necessari processi aziendali agili, governati da un’infrastruttura tecnologica moderna, orientata al servizio e adeguata allo scopo.

Grazie, passiamo al prossimo.

Penso che nessuno si rattristerà nel vedere il 2020 scomparire negli annali di storia. Ma in mezzo a tutto il danno e ai cambiamenti epocali che ha causato, credo di discernere una motivazione e un senso di determinazione rinnovati tra le aziende del settore dell’energia, delle utility e delle risorse. Parlando con clienti, partner, analisti e altri stakeholder, riscontro un desiderio genuino e ampiamente condiviso di cominciare a realizzare le promesse fatte negli ultimi anni. E sono convinto che i prossimi cinque-dieci anni saranno un periodo di progresso senza precedenti, perché sarà guidato non solo dalle aziende, ma anche dalle persone.

[1] IDC FutureScape: Worldwide Utilities 2021 Predictions. Roberta Bigliani, Jean-François Segalotto, Gaia Gallotti, John Villali, Jayesh Verma, Phevos Skalidis.