Post-green: il futuro è già qui

Verti Assicurazioni lancia l’osservatorio Trend Movers, promosso in collaborazione con l’istituto di ricerche Doxa per esplorare e raccontare i trend socio-culturali più interessanti e curiosi. Si comincia con il post-green, la tendenza che pone i temi ambientali al centro delle nuove dinamiche progettuali e di sviluppo.

A tutti piace arrivare primi. Ma ad alcuni piace anche guardare avanti, cercando di osservare il mondo intorno a sé per indovinare come sarà il futuro. Usando ora un telescopio per scrutare lontano, ora un microscopio per spiare i piccoli segnali. È la metafora usata da Simone Pizzoglio, responsabile area Data Science & Customer Experience di Doxa, per presentare il nuovo osservatorio Trend Movers. Un’iniziativa promossa da Verti Assicurazioni in partnership con l’istituto di ricerca, con l’obiettivo di esplorare i più interessanti e curiosi trend socio-culturali a livello globale. Consumi e lifestyle. Sostenibilità, mobilità, home&living, food, travel e wellness. Sono alcuni degli ambiti che nei prossimi mesi saranno studiati e raccontati nell’ambito della ricerca, che si ispira al motto della compagnia assicurativa: “Muoviti!”.

Un rebranding di successo

Un anno fa Verti Assicurazioni si chiamava Direct Line. Oggi il marchio festeggia il suo primo anniversario sul mercato italiano, mostrando numeri in crescita e lo sguardo grintosamente rivolto al futuro. “Una crescita piccola, pari all’1%, ma dal nostro punto di vista un traguardo eccezionale: sfido chiunque a fare un rebranding come il nostro e a raggiungere un risultato simile nel giro di un anno”, afferma Enrique Flores-Calderón, CEO di Verti, già alla guida della casa madre spagnola e artefice dell’arrivo in Italia, nel 2017. Il 1° marzo 2018 il battesimo ufficiale del nuovo brand, lanciato con la consulenza strategica di Connexia e promosso da una serie di eventi musicali live, in partnership con Radio Italia, che anche oggi diffonde i risultati dell’osservatorio attraverso i suoi microfoni. Nel quartier generale di Cologno Monzese, il team di seicento persone di Verti scommette sul digitale come canale di elezione per posizionarsi nello scenario competitivo del mercato italiano, proprio come un decennio fa Direct Line, pioniera delle compagnie assicurative dirette, puntò sulla vendita telefonica. “Muoversi, guardare avanti, essere pionieri, con intelligenza, responsabilità, sicurezza: questa la nostra filosofia, e questo lo spirito che ha dato vita all’osservatorio Trend Movers”, spiega ancora Flores-Calderon. “Un osservatorio sui generis, che non intende fornire dati sul mondo assicurativo ma raccontare ogni mese una tendenza. Un altro modo per essere sempre un po’ più avanti”, puntualizza Pizzoglio.

Oltre la cultura del green

Si comincia con quello che Patrizia Martello – sociologa dei consumi, docente del Naba di Milano e responsabile scientifica dell’osservatorio – definisce “post-green”: un’esigenza di ritorno alla natura che si esprime nell’impiego di energie pulite e nella progettazione di spazi urbani che inglobano elementi verdi, ma anche nella ricerca di esperienze che riportino il quotidiano a una dimensione sostenibile e nell’impiego delle nuove tecnologie al servizio della natura. “All’indomani della grande manifestazione globale che in tutto il mondo ha portato in piazza milioni di persone sensibili alle tematiche ambientali, alla tutela della natura e al contrasto ai mutamenti climatici, vogliamo raccontare quel che già esiste, funziona e ci porta avanti”, afferma Martello.

Nuovi valori, nuove aspirazioni

Ecco allora alcune esperienze già esistenti, per quanto avveniristiche, case-history che mostrano come sia in atto una transizione valoriale, un cambio di paradigma guidato da una nuova consapevolezza e da nuove aspirazioni: anche noi umani siamo natura, viviamo all’interno di un ecosistema che siamo chiamati a mantenere. Valori come la sostenibilità economica ed etica del mercato, ma anche una nuova estetica urbana e una cultura progettuale votata al verde cominciano ad affermarsi e guidano atti progettuali in cui l’elemento naturale è parte della pianificazione.

Interconnessi e un po’ selvaggi

Boschi verticali, case-vaso, pareti verdi e arredi arborei. E ancora, smart cities e urban farming: città rese intelligenti da dispositivi interconnessi non escludono coltivazioni di cibo in contesti urbani. Città come foreste, grattacieli progettati intorno agli alberi e siti produttivi che inglobano porzioni di verde, in un modello di fabbrica-giardino che integra il paesaggio entro le mura aziendali: “Il bosco verticale realizzato da Stefano Boeri a Milano, Losanna e Shangai fa il paio con il nuovo sito Prada di Valvigna, in Toscana. La casa è smart ma anche wild, dotata di connettività ma invasa da elementi naturali, anche un po’ selvaggi, in una contaminazione tra elementi vivi e tecnologia che diminuisce gli oggetti ma aumenta l’esperienza”, continua Martello.

Siti rivisitati

Piccoli device domestici, come la presa di corrente solare a ventosa Window Socket, che permette di attingere energia dalle superfici luminose, vanno di pari passo con la mobilità intermodale e low-impact, di cui oggi è icona la bicicletta ma che nel futuro prossimo vedrà l’affermazione di veicoli elettrici a guida autonoma come il bus modulare progettato dalla startup padovana Next Future Transportation in collaborazione con Globetouch. E poi, evoluzioni green di siti e distretti tradizionali, come l’area di servizio The Green Evolution presso Cortina City Park, inaugurata a Roma Nord del gruppo Luciani, che integra distributori di cibo bio, anche per animali, una stazione di ricarica Enel e un servizio di car sharing elettrico, un autolavaggio ecologico con trattamento biologico delle acque e dei detriti. Infine, vestiti compostabili, stoviglie vegetali fatte per essere piantate in giardino alla fine del pasto, moduli robotici applicati a esseri viventi, strumenti di intelligenza artificiale per la tutela di piante e animali, microrganismi sintetici programmati dai bioingegneri per ripulire l’ambiente.

Tutti segnali, deboli o forti, di scenari in divenire, che conducono al futuro. Perché, come scrisse lo scrittore William Gibson, padre del cyberpunk, “Il futuro è già arrivato. Ma non è ancora ben distribuito”.