Il settore assicurativo guarda con grande interesse alla crescita dell’eolico offshore. Come spiega il report “Un punto di svolta per l’eolico offshore” di Allianz Commercial, però, lo sviluppo tecnologico, le forti pressioni economiche e lo stesso cambiamento climatico pongono sfide importanti ai progettisti – e ai loro assicuratori.
Un mercato in crescita
A oggi il 99% delle installazioni eoliche offshore si trova in Europa e in Asia-Pacifico, ma gli USA stanno correndo forte per colmare il divario e, nel frattempo, la Cina ha strappato al vecchio continente il ruolo di mercato più grande del mondo. Il ritmo di crescita è importante: nei prossimi 10 anni il Global Wind Energy Council prevede 380 GW di nuova capacità offshore in 32 mercati. Lo sforzo economico, anche in termini di investimenti, è enorme.
E il settore sconta una lunga serie di problematiche, dal costo dei materiali all’instabilità politica, dalla disponibilità di appaltatori ai ritardi nelle autorizzazioni e nelle connessioni alla rete elettrica. Ed è proprio a questo scenario che il settore assicurativo guarda con interesse.
I cavi protagonisti di un sinistro su due
Nella sua esperienza in Germania ed Europa centro-orientale, dal 2014 al 2020 Allianz Commercial ha avuto un 53% di richieste di risarcimento riferito a danni ai cavi, seguiti al secondo posto dai guasti alle turbine, con il 20%.
I cavi, quindi, sono particolarmente interessati dai sinistri e possono comportare perdite da milioni di dollari: per la perdita di interi cavi durante il trasporto, ad esempio, oppure perché durante l’installazione di piegano, o ancora perché un guasto mette fuori servizio un’intera rete di turbine.
Con oltre la metà dei sinistri, è ovvio che i cavi siano sotto la lente degli assicuratori. Che sottolineano l’importanza di disporre di imprese appaltatrici con competenze solidissime, anche per rimediare rapidamente agli incidenti. Le compagnie assicurative guardano in particolare al tipo di cavo usato, al tipo di imbarcazioni coinvolte, alla comunicazione tra cliente e appaltatore e alla frequenza con cui gli ingegneri addetti al risk fanno visite al cantiere.
L’innovazione è un rischio da valutare
Ma non ci sono, ovviamente, solo i cavi. In generale, tutte le tecnologie emergenti sono un’opportunità ma, potenzialmente, anche un rischio. L’uso di droni per la manutenzione e la riparazione delle turbine, ad esempio, ma anche le tecnologie galleggianti che potrebbero liberare la produzione di energia eolica in mare dall’ancoraggio al fondale. Ancora: la dimensione delle turbine eoliche in continua crescita, con modelli da 14-18 MW in diffusione e l’annuncio di turbine da 20 MW.
Se prototipi, progetti pilota e standard in via di definizione sono elementi di entusiasmo per chi opera nel settore energetico, dal punto di vista assicurativo si tratta di tecnologie nuove, non sperimentate, con pochi dati disponibili e scarsa esperienza tecnica. Servirà quindi grande collaborazione tra i settori per comprendere meglio i rischi connessi a queste innovazioni.
Il nodo delle imbarcazioni specializzate
C’è poi bisogno di una flotta più grande di navi specializzate, al servizio dell’eolico offshore. Servono imbarcazioni da installazione, jack-up e trasporto. Nell’ultimo anno, segnala poi Allianz Commercial, è cresciuto il numero di collisioni tra imbarcazioni e turbine o infrastrutture.
Disastri naturali e climate change
Un ulteriore, importante rischio da non sottovalutare è quello legato alle catastrofi e a un meteo sempre più imprevedibile. Con l’espansione dell’eolico offshore galleggiante, si inizierà a produrre energia dal vento (o dal mare: questa sfida riguarda gli impianti che sfruttano il moto ondoso) anche in zone lontane dalle coste, esposte a condizioni climatiche sempre più estreme, proprio a causa del riscaldamento globale che le energie rinnovabili vogliono contribuire a limitare. Non va sottovalutato, infine, l’impatto di questi impianti sulla biodiversità e la fauna marina.
«I parchi eolici offshore sono progetti molto complessi – commenta Anthony Vassallo, Global Head of Natural Resources di Allianz Commercial. Le lezioni che abbiamo imparato a seguito delle perdite subite nel passato, che riguardano soprattutto i danni ai cavi e alle turbine, sono importanti per consentire al settore di continuare a crescere in modo sostenibile.
Occorre inoltre esaminare i rischi emergenti, poiché i progettisti si stanno preparando ad una diffusione su larga scala dell’eolico offshore in tutto il mondo. Le dimensioni delle turbine sono in continuo aumento, i parchi eolici vengono spostati verso ambienti marini più difficili, dove sono più esposti a condizioni meteo estreme e l’innovazione tecnologica è in costante progresso.
Anche la gestione della biodiversità nelle zone costiere diventerà sempre più importante, dato che la necessità di spazio negli oceani è destinata a quintuplicarsi entro il 2050».
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2023 di Energia&Mercato