Decarbonizzare l'export di minerale di ferro in Australia: c'è anche RINA

Decarbonizzazione export ferro Australia
Courtesy of Pilbara Ports Authority

Uno studio congiunto di Pilbara Clean Fuels, Oceania Marine Energy e RINA afferma che le emissioni legate all'esportazione di minerale di ferro dall'Australia all'Asia potrebbero essere tagliate di oltre il 90% entro il 2050. Anche grazie al gas naturale liquefatto.

L'Australia Occidentale produce circa 850 milioni di tonnellate di minerale di ferro ogni anno, con una concentrazione delle esportazioni nella regione del Pilbara. Da qui la decisione di uno studio "a tre", condotto da Pilbara Clean Fuels (PCF), Oceania Marine Energy e RINA, avviato a novembre 2023 e concluso a giugno 2024 su come ridurre le emissioni legate al commercio sulla rotta tra l'Australia e l'Asia.

Puntare sul GNL

Il mix tra i progetti ideati dalle tre realtà potrebbe abbattere di oltre il 90% le emissioni well-to-wake (cioè "dal pozzo alla scia", in pratica durante l'intero ciclo di vita, dall'estrazione al consumo) generate sulla rotta Pilbara-Cina, da qui al 2050. Il tutto utilizzando un combustibile noto, il GNL, e tecnologie già esistenti che potrebbero essere usate per ottimizzare il rifornimento e le operazioni delle navi, in base ai requisiti normativi.

PCF sta progettando un impianto a basso impatto carbonico per la produzione di GNL da energia elettrica a Port Hedland, in Australia Occidentale. Questo impianto potrebbe produrre GNL, inizialmente con emissioni di gas a effetto serra (GHG) inferiori a 200 kg per tonnellata di GNL prodotto, che possono essere ridotte a circa 50 kg/t.

Oceania sta sviluppando un business per il bunkeraggio di combustibile a uso marittimo attraverso navi appositamente progettate per il rifornimento di GNL, che saranno noleggiate dalla norvegese Kanfer Shipping.

Il bunkeraggio di GNL nella regione del Pilbara permetterebbe alle navi di ottimizzare il viaggio senza costringerle a deviare verso altri principali hub di bunkeraggio. In questo caso, la riduzione delle emissioni associate al trasporto di GNL su lunghe distanze è prevista essere del 25%, garantendo prezzi competitivi per il combustibile stesso.

Inoltre, il design della nave rifornitrice include una batteria da 8 MWh che consente l’operatività in porto senza emissioni. Questo, insieme all'impianto di riliquefazione progettato da CGR, riduce significativamente le emissioni e migliora l'efficienza operativa.

RINA ha sviluppato un concept innovativo per il design di una nave portarinfuse Newcastlemax, alimentata a GNL, da 209.000 tonnellate di portata lorda. Il concept consente, in navigazione a velocità di mercato, un risparmio di combustibile del 12% e prevede un’installazione di uno steam methane reformer in retrofit, modulabile nel tempo, in funzione dei requisiti normativi sempre più stringenti. Questa nave, infatti, è dotata di un impianto per la trasformazione del metano in idrogeno e anidride carbonica nella fase di pre-combustione.

La produzione di idrogeno a bordo è on demand e consente di essere in linea con i requisiti IMO 2050. L’anidride carbonica prodotta a bordo viene poi catturata e immagazzinata per essere definitivamente stoccata nei grandi hub di carbon capture & storage (CCS) attualmente in via di sviluppo nella regione del Pilbara.