Nuovo progetto per la produzione di idrogeno da pannelli fotovoltaici in Egitto

greenstream unicusano

In occasione della conferenza COP 27 sui cambiamenti climatici, un team di ricercatori di Hydrozero by Unicusano, IAT e Servizi di Ricerche e Sviluppo (SRS) ha presentato un nuovo progetto per produrre idrogeno green da pannelli fotovoltaici in Egitto.

Il progetto punta a sfruttare le aree desertiche in Egitto per ricavare energia fotovoltaica con cui produrre idrogeno gassoso da utilizzare sia per alimentare l’esistente pipeline Greenstream tra Alessandria d'Egitto e Taranto, sia un impianto di liquefazione. In questo secondo caso il prodotto sarà trasportato a Taranto, sede della più grande acciaieria di Europa, via tank container nella prima fase e successivamente con quattro navi gasiere dotate ciascuna di tre sfere da 4.500 m3.

Una parte dell’energia elettrica e dell’idrogeno sarà sfruttata dall’Egitto, mentre la maggior parte sarà immessa nel gasdotto Greenstream che unisce l’Egitto e l’Italia. L’idrogeno trasportato per mare sarà a disposizione dell’Italia e degli altri Paesi del Centro Europa. Le 167.000 tonnellate di idrogeno ricavate saranno destinate per il 25% all’Egitto e per il 75% all’Europa.

greenstream mappa

«L’idrogeno ha il vantaggio di non causare liberazione di carbonio, caratteristica fondamentale per la lotta ai cambiamenti climatici, né nella fase di produzione, né in quella di stoccaggio, né in quella di utilizzo – afferma Antonio Naviglio, Presidente di Servizi di Ricerche e Sviluppo (SRS) –L’idrogeno può essere utilizzato per produrre sia energia termica o elettrica sia materia utile per la produzione di un’infinità di altri prodotti. I programmi mondiali di decarbonizzazione enfatizzano l’importanza di questo vettore energetico, il cui mercato è, oggi, limitato a causa dell’elevato costo di produzione».

Secondo le stime dei ricercatori di Hydrozero by Unicusano, se si sfruttasse l’energia solare come fonte primaria, ipotizzando di produrre lo stesso quantitativo di idrogeno con centrali alimentate a metano con un rendimento ipotizzato del 35% si avrebbe un risparmio di 10.500 tonnellate di CO2 all’anno.

Con l’avviamento della fase 2 i ricercatori sostengono che, alimentando i fabbisogni di idrogeno dell’acciaieria di Taranto in un’ottica di sua conversione da altoforno a forno elettrico per la produzione di 2.500.000 tonnellate all’anno di acciaio si otterrebbe un risparmio di CO2 di 4.500.000 tonnellate all’anno.
Questo progetto può produrre benefici sull’ambiente favorendo la riduzione di emissioni di gas serra, sul tessuto economico-occupazionale in Italia ed Europa e sulla situazione geopolitica nell’area del Mediterraneo.