RedEn e ArcelorMittal firmano un accordo per un intervento di Waste-Heat Recovery in Bosnia

arcelormittal zenica

RedEn ha firmato un accordo decennale con ArcelorMittal per realizzare un intervento di Waste-Heat Recovery presso lo stabilimento di Zenica, in Bosnia ed Erzegovina, che aiuterà a ridurre i consumi di combustibile fossile e le emissioni di CO₂.

Entro febbraio 2024 l’impianto a Zenica sarà completato e utilizzerà il contenuto energetico dei fumi combusti di un forno di laminazione alimentato a gas naturale per produrre vapore saturo mediante un sistema di recupero di calore progettato, costruito e gestito da RedEn. Il vapore prodotto dal sistema di recupero sarà immesso nella rete di distribuzione dello stabilimento e destinato a usi di processo e di climatizzazione, riducendo il consumo di combustibile fossile del sito.

Si stima che l’intervento consentirà di ottenere una riduzione delle emissioni di CO₂ pari a 5.180 t/a, un risparmio di energia primaria pari a 2.170 tep/a e una produzione di energia termica da fonte di scarto pari a 23.200 MWh/a.

«Siamo molto soddisfatti per questo nuovo accordo con ArcelorMittal, che ci consente di ampliare il nostro mercato di riferimento portando anche in Bosnia la nostra esperienza e competenza in un settore, l’efficienza energetica, oggi più che mai determinante in un momento critico per l’energia e l’ambiente – afferma Piermatteo Cai, Managing Director di RedEn – Presso lo stabilimento di Zenica ci occuperemo di tutte le attività di conduzione e manutenzione dell’impianto e investiremo nel sistema di gestione automatica da remoto. Questo contratto si integra nella strategia di internazionalizzazione di RedEn rivolta anche ad altri Paesi europei, dove intendiamo portare la nostra esperienza nel recupero del calore negli impianti industriali».

L’intervento si inserisce in un accordo di collaborazione tra RedEn e ArcelorMittal per l’efficientamento energetico dei siti produttivi del gruppo e che ha già visto il completamento di un impianto di recupero calore presso lo stabilimento di Acciaierie d’Italia di Novi Ligure, in provincia di Alessandria, alla fine del 2021.