Leggere la bolletta del gas

Obiettivo prioritario: capire cosa si sta pagando.

Le tre parti della bolletta del gas

Leggere attentamente una bolletta, in questo caso quella del gas, può significare risparmio di tempo e soprattutto di denaro. Premessa d'obbligo, ogni bolletta è sempre composta da tre parti: la sintesi, il dettaglio e le comunicazioni. Fanno parte della sintesi una serie di dati personali del cliente: nome della società con cui s'è stipulato il contratto, numero del cliente, codice fiscale dell'intestatario della fornitura. Fra i dati di sintesi, sulla sinistra, è presente il dato della fornitura: il luogo dove viene fornito il gas. Ogni fornitura è identificata dal codice “pdr” (o punto di riconsegna), che determina in maniera univoca l'ubicazione del punto di prelievo del gas e viene utilizzato in tutta Europa; e in questo spazio c'è anche il “pdc”, che indica il punto di consegna della rete di trasporto, mentre il numero di matricola identifica il contatore.

Il coefficiente “P” (o potere calorifico superiore) rappresenta la quantità di energia che contiene un metro cubo di gas; il coefficiente “C” o di “conversione” è quello che converte il consumo misurato dal contatore espresso in metri cubi, nell'unità di misura impiegata per la fatturazione, cioè gli "standard metri cubi”. Il coefficiente “C” è importante perché la stessa quantità di gas varia a secondo di pressione e temperatura di consegna; quindi attraverso la conversione, i clienti pagano lo stesso importo. Altre note informative sono rappresentate dal “pronto intervento” (utile per segnalare un'eventuale fuga di gas, irregolarità o interruzioni del servizio, attraverso un numero gratuito attivo 24 ore su 24); un indirizzo postale per “informazioni e reclami scritti” e infine i dati concernenti il “servizio clienti”. Il riquadro centrale e più evidente della bolletta contiene il “totale da pagare”, la “data di scadenza”, il “numero” e la “data del documento”, il “periodo” a cui fa riferimento l'importo e la situazione dei precedenti pagamenti. Se l'importo è negativo, quell'importo è un credito del cliente.

Nel riquadro a sinistra, compaiono le informazioni sul tipo di contratto e le caratteristiche principali dell'offerta sottoscritta: c'è il “riepilogo dei dati” del contratto, la “tipologia”, l'“uso” (che di norma è il riscaldamento individuale, la cottura e l'acqua calda), e il “nome dell'offerta” scelta. In bolletta compare anche la “componente sostitutiva CCI”, che indica il prezzo della materia prima del gas sottoscritta nel contratto: in un anno solare l'importo resta sempre lo stesso, in ogni bolletta; inoltre compare la “data di attivazione della fornitura”: corrisponde alla data da cui decorre la fornitura gas, di solito non coincide con quella della firma del contratto ma di avvio del servizio o di rinnovo del contratto. Ultima comparsa, quella della dicitura “consumo annuo smc”, ossia, il consumo fatturato degli ultimi 365 giorni rispetto al periodo indicato in bolletta. E' dato essenziale: conoscendo quanto gas si consuma in un anno c'è l'opportunità di confrontare le diverse tariffe gas dei fornitori.

 

Bolletta gas: i dati consumi

Si passa poi ai “dati consumi”, ovvero il periodo a cui si riferiscono i consumi della fattura. La tipologia di lettura può essere “rilevata” se è stata letta direttamente dal distributore, “stimata” se calcolata dal fornitore come la migliore stima dei consumi storici in mancanza di letture rilevate o “autolettura” se comunicata dal cliente. Nel riquadro compaiono anche i “consumi del periodo” e quelli fatturati, che potrebbero essere diversi tra loro. I primi sono dati dal consumo moltiplicato per il “coefficiente C” ed escludendo i decimali. Da monitorare, in bolletta, anche i “consumi residui”, che corrispondono ai decimali esclusi nel calcolo dei consumi fatturati, che possono sommarsi a consumi residui di fatture precedenti. Il riquadro di destra contiene il “riepilogo importi”, con i dettagli sui totali che hanno portato all'importo da pagare; il “totale fornitura gas e imposte” è formato da tre voci: “totale servizi di vendita”, “totale servizi di rete” e “totale imposte”. Alla cifra così calcolata viene aggiunta l'Iva per ottenere il “totale della bolletta”, che dovrà corrispondere alla cifra riportata nel riquadro centrale della bolletta. Buon ultimo, il “progressivo consumo anno”, che rappresenta il totale del gas consumato (espresso in “standard metri cubi”) nell'anno solare, ossia a partire del 1° gennaio dell'anno in decorrenza, e aggiornato alla data della lettura della fattura precedente.

In bolletta vengono dunque presentate le tre componenti che, sommate, costituiscono il totale effettivo da pagare: i servizi di vendita, che sono la parte variabile, costituita per la maggior parte dalla tariffa applicata dal fornitore di gas metano e dipendono ovviamente dalla quantità di gas consumato; i servizi di rete, relativi a tutte le attività che vengono svolte per trasportare il gas fino alle abitazioni, che sono uguali per tutti i clienti e i costi vengono decisi dall’AEEG e aggiornati ogni anno; le imposte nella bolletta del gas, che sono infine costituite dall’imposta sul consumo (accisa), dall’addizionale regionale e dall’Iva. La componente principale è quella dei servizi di vendita, che pesa circa il cinquanta per cento del prezzo finale. E' l'unica cifra variabile della bolletta del gas e ridurla passando a una tariffa più conveniente nel mercato libero può essere dunque un’opportunità vantaggiosa. I servizi di vendita comprendono una quota fissa, che deriva dal fatto di essere un utente attivo, e una quota energia, vale a dire il costo del gas effettivamente consumato. I servizi di rete costituiscono meno del venti per cento, in media, di una bolletta; i servizi di vendita sono invece formati da una quota fissa e da una variabile (in base ai consumi effettivi), una quota trasporto e una quota stoccaggio e il loro ammontare di base è stabilito a monte dall’Autorità per l’energia. Le imposte pesano il 34% sul prezzo finale.