L’accesso all’energia è un prerequisito ai diritti umani. È una decisione storica, quella presa il 26 febbraio 2024 dal Comitato europeo dei diritti sociali (CERS).
Di fronte al reclamo collettivo presentato da diverse ONG per quanto riguarda l’impatto dei blackout in due settori della baraccopoli Cañada Real Galiana di Madrid, il CERS ha ritenuto che la Spagna stia violando molti elementi della Carta Sociale Europea.
Questa decisione collega l’accesso all’energia ai diritti umani ed è una novità in termini di diritto internazionale.
Il Comitato ha infatti chiarito che, per godere dei diritti all'alloggio, alla salute e all'istruzione sanciti dalla Carta sociale europea, le persone devono avere accesso a “un accesso stabile, coerente e sicuro a un'energia adeguata”.
Il CERS ritiene che se gli Stati scelgono di fornire energia tramite aziende private, non esternalizzano a essere i loro doveri in materia di diritti umani. Garantire il rispetto della Carta Sociale Europea resta una responsabilità dello Stato.
La baraccopoli Cañada Real Galiana è la più estesa del sud Europa, con una popolazione di circa 7mila persone, in gran parte Rom e migranti irregolari, soprattutto marocchini. È un’area lunga 16 chilometri e divisa in diversi settori, di cui uno, il numero 6, ritenuto un supermarket della droga.
L’area è soggetta a interruzioni dell'elettricità da diversi anni. Secondo il governo spagnolo, i frequenti black out sarebbero dovuti anche al collegamento alla rete elettrica di energivorissime piantagioni di marijuana.