Il 75% degli italiani accende le luci solo quando necessario e il 67% usa lampadine a basso consumo. Il 52% sceglie il fornitore di energia elettrica e gas in base al prezzo, ma una quota equivalente valuterebbe un cambio di fornitore per avere energia “green”. Infatti, il 97% dei cittadini ritiene che sia importante impiegare una quota maggiore di energia prodotta da fonti rinnovabili. Ma solo il 28% pensa che le misure nazionali ed europee introdotte contro il caro energia siano sufficienti.
Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca “Il Cittadino Consapevole: comportamenti virtuosi, tecnologie digitali e fonti rinnovabili per risolvere la crisi energetica”, promossa da Deloitte nell’ambito dell’Osservatorio sui trend di sostenibilità e innovazione, giunto alla sua seconda edizione.
La crisi energetica ha modificato i comportamenti individuali
Se la crisi energetica morde e l’aumento dei prezzi dell’energia si ripercuote sensibilmente sulla quotidianità dei cittadini e sui bilanci familiari, i cittadini hanno fatto di necessità virtù e hanno modificato i propri stili di vita in maniera consapevole.
Quasi 8 italiani su 10, infatti, hanno già adottato comportamenti virtuosi per contenere il consumo energetico. Eppure, oltre 6 cittadini su 10 lamentano di non percepire benefici tangibili a causa del costante aumento delle tariffe energetiche.
Nuova consapevolezza e stili di vista più sostenibili
«Il momento storico ha messo in evidenza il ruolo dei cittadini quale vero agente di cambiamento verso un futuro in cui l’innovazione e la sostenibilità sono i cardini della transizione verde del Paese. Per affrontare l’attuale crisi energetica, i cittadini italiani hanno maturato una nuova consapevolezza che li spinge verso pratiche più sostenibili, supportate dall’innovazione», commenta Andrea Poggi, Innovation Leader Deloitte North and South Europe.
«Dalla ricerca emerge una straordinaria disponibilità e consapevolezza da parte dei cittadini, Facendo leva sulla quale le aziende possono sviluppare e accelerare la trasformazione verso modelli di crescita sostenibile, nell’interesse di tutti gli stakeholder e della società», sottolinea Poggi.
Abitudini virtuose contro il caro-energia
I cittadini praticano il consumo energetico attraverso comportamenti consapevoli che non implicano alcun costo monetario, attraverso iniziative che richiedono investimenti ridotti e attraverso interventi strutturali.
- A costo zero. La prima categoria di azioni include l’uso delle luci solo quando strettamente necessario (75%), la limitazione dei consumi di acqua calda (54%), la riduzione del ricorso alla modalità “stand-by” (48%)., ma anche la scelta del fornitore con le tariffe più vantaggiose, un servizio trasparente e l’opportunità di sconti.
- A basso costo. Nel secondo gruppo ci sono gli interventi che fanno leva sulla tecnologia e sul digitale: lampadine a basso consumo (67%), elettrodomestici in classe energetica elevata (36%), termostati programmabili (21%) e misuratori di corrente elettrica (18%).
- Strutturali. Infine, gli interventi strutturali, indicati da quasi il 20% degli intervistati e spinti dalle agevolazioni fiscali.
Gradimento e attenzione per le rinnovabili
Il 97% dei cittadini è convinto che serva una quota crescente di energia prodotta da fonti rinnovabili, capaci di ridurre la dipendenza nostro Paese dalle importazioni di combustibili fossili (48%), di favorire la decarbonizzazione del sistema energetico (42%) e il miglioramento dei parametri ambientali (34%).
«Alla consapevolezza seguendo azioni concrete: oltre un italiano su 2 considera la possibilità di avere accesso a energia elettrica rinnovabile come principale motivazione nella scelta di cambiare fornitore di energia elettrica. Si registra anche una tendenza verso la produzione autonoma di energia: oltre il 70% degli intervistati valuta, ad esempio, l’installazione di tecnologie solari nei prossimi anni», commenta Angelo Era, Energy, Resources & Industrials Industry Leader Deloitte Central Mediterranean.
Si sceglie il fornitore se è più green
Per il 52% dei cittadini l’avere accesso a energia “green” è la principale motivazione per valutare un nuovo fornitore. Tuttavia, oggi solo un italiano su 3 dichiara di conoscere il mix energetico del proprio provider e nel 50% dei casi dichiara che la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili non supera il 20% del totale.
Forte interesse anche per la cogenerazione di energia elettrica da fonti rinnovabili: i pannelli solari (termici e fotovoltaici) sono considerati da circa il 20% dei cittadini per i prossimi 12 mesi, mentre quasi il 60% li considera nel medio periodo. Analogamente, i sistemi d’accumulo raccolgono interesse nel breve e nel medio periodo.
Fiducia nella UE ma richiesta di azioni sui prezzi
8 cittadini su 10 esprimono la necessità di un intervento da parte dell’UE attraverso l’introduzione di forme di regolamentazione comunitarie dei prezzi dell’energia elettrica e la modifica dei modelli di gestione del mercato elettrico, coerentemente con gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dallo “European Green Deal”.
Infatti, solo il 28% ritiene le misure attuali sufficienti a contrastare le spinte inflazionistiche legate al prezzo dell’energia elettrica e quasi 8 cittadini su 10 vorrebbero una chiara strategia energetica, che consenta di gestire le criticità odierne (77%) e facilitare la transizione verde del Paese (79%) nello spirito del programma NextGenerationEU.