Il prezzo del pellet, a settembre 2024, è tornato ai livelli precedente la crisi ucraina, con un calo del 30% rispetto a un anno fa. Lo comunica l’AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali.
Secondo i dati rilevati dalle aziende del settore, il prezzo del pellet a settembre 2024 registra una significativa diminuzione, attestandosi su valori medi nazionali di 4,55 euro per un sacco da 15 kg.
Il calo è, come anticipato, del 30% rispetto a settembre 2023 e del 16% rispetto ad aprile 2024. Il dato, segnala AIEL, è insolito, in quanto in questa stagione termica i prezzi tipicamente tendono a salire.
Si tratta di una riduzione del 30% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e del 16% rispetto alla rilevazione di aprile 2024. Un andamento insolito per l’inizio della stagione termica, periodo in cui solitamente i prezzi tendono a salire, ma che evidenzia un ritorno ai livelli pre-crisi ucraina.
Prezzi più stabili
AIEL afferma che il mercato del pellet stia mostrando segni di stabilizzazione. Offrendo ai consumatori una opzione di riscaldamento diversa di combustibili fossili tradizionali.
In termini di costo dell’energia primaria, produrre 1 MWh di energia con il pellet costa 63 euro, molto meno rispetto al gas naturale che costa 122 €/MWh (il 94% in più) e al gasolio da riscaldamento che raggiunge i 138 €/MWh (ben il 120% in più).
Inoltre, il pellet certificato ENplus® A1, utilizzato in stufe e caldaie ad alta efficienza, permette non solo di risparmiare sui costi energetici, ma anche di ridurre le emissioni inquinanti, contribuendo alla tutela dell’ambiente e al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.
Anche il pellet venduto con consegna in autobotte evidenzia una tendenza al ribasso. Il prezzo medio nazionale è pari a 311 €/t, IVA inclusa, segnando una diminuzione del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 13% rispetto ad aprile 2024.
Le autobotti certificate ENplus® garantiscono la qualità del prodotto e la tracciabilità della filiera, offrendo ai consumatori un servizio affidabile e sostenibile. Sul sito di AIEL è disponibile l’elenco completo delle autobotti certificate operative in Italia.
Prezzo legna da ardere 2024
La legna da ardere, a settembre 2024, mostra un leggero aumento di prezzo rispetto ad aprile 2024, dovuto principalmente all’inizio della stagione termica.
La legna secca con contenuto idrico tra il 20% e il 25% ha un prezzo di 279,3 €/t, mentre quella da essiccare (M30-35) si attesta sui 215,6 €/t e quella più umida (M40-50) sui 182,4 €/t. Nonostante l’incremento, la legna da ardere rimane una soluzione economica per il riscaldamento.
Produrre 1 MWh di energia con legna secca costa 75,7 euro, permettendo un risparmio del 38% rispetto al metano e del 42% rispetto al gasolio.
Per un’abitazione di 100 m² con un fabbisogno termico annuo di 10 MWh, il costo del riscaldamento con legna secca sarebbe di circa 760 euro, contro i 1.220 euro del metano e i 1.310 euro del gasolio.
Il contenuto idrico della legna è un criterio fondamentale di scelta. Quella più secca, infatti, offre una maggiore resa energetica e un miglior rendimento del generatore, oltre a ridurre le emissioni inquinanti.
Se si opta per legna con un contenuto idrico più elevato, è necessario avere lo spazio e il tempo per lasciarla stagionare adeguatamente, al fine di migliorarne le prestazioni energetiche.
I prezzi del capittato
Il cippato si conferma il biocombustibile legnoso più conveniente, soprattutto per impianti di grandi dimensioni e tecnologicamente avanzati. Il prezzo del cippato a settembre 2024 per la classe di qualità A1 è di 138 €/t, corrispondente a 37 €/MWh, mentre per la classe B1 è di 52 €/t, pari a 23,5 €/MWh.
Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si registra una diminuzione dei prezzi in tutte le classi, con un calo massimo del 13,5% per la classe A1.