Le offerte di energia a prezzo bloccato (e gas) sono particolarmente amate dagli italiani che hanno scelto il mercato libero.
Parliamo di una tariffa che, per contratto, resta la stessa per uno o due anni. Una tutela per il consumatore da aumenti inattesi.
Nei periodi di crisi economica, queste offerte in realtà possono farci spendere di più, perché in queste congiunture il prezzo dell'energia spesso può anche scendere.
Al contrario, nei periodi in cui i prezzi dell’energia all’ingrosso scattano alle stelle, come alla fine del 2021, è possibile che i fornitori scelgano di rescindere il contratto. E che ci si trovi così a pagare più di quanto concordato. È perfettamente legale, ma non è piacevole.
Peraltro il cambiamento è solo parziale. Nonostante si lamentino spesso del proprio fornitore di energia elettrica e gas per i motivi più vari, gli italiani sono piuttosto refrattari al cambiamento.
Lo dimostrano le statistiche: nel primo anno di liberalizzazione del mercato quasi 2 milioni di famiglie avevano scelto di passare al mercato libero, ma di queste solo il 30% aveva cambiato fornitore: la maggior parte, infatti, erano passate da "Enel Servizio Elettrico" a "Enel Energia", la società - diversa dalla precedente - con cui Enel vende l'energia sul mercato libero.
Ovvio, Enel ha potuto sfruttare la sua posizione "dominante", ma le ragioni che portano a non cambiare sono anche altre: nel mondo di oggi il tempo è sempre poco, si è pigri, il confronto è difficile e c’è diffidenza: insomma, non ci si fida dei nomi nuovi.