Il 20 maggio è la Giornata Mondiale delle Api: gli eventi in programma

C'è una leggenda metropolitana che attribuisce ad Albert Einstein una frase celebre. 'Se le api scomparissero dalla Terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita.' Mi dispiace deludervi, ma nessuno ha mai mai trovato prove che Einstein abbia detto una cosa del genere. Ciò non toglie che sia sostanzialmente vera.

Il 20 maggio è la Giornata Mondiale delle Api, insetti che non si limitano a produrre il miele, ma fanno molto di più. Svolgono un ruolo cruciale per l'ambiente. E, soprattutto, sono una sorta di "sentinella" delle condizioni ambientali: se stanno bene, allora vuol dire che l'aria e l'acqua sono pulite e che ci sono molti fiori selvatici. Insomma, che l'ambiente è equilibrato. Se, invece, le api diminuiscono o stanno male, vuol dire che qualcosa non va e che l'inquinamento sta danneggiando l'ecosistema.

E, purtroppo, sono decenni che le api non se la passano troppo bene.

Le iniziative sul territorio

Parma: KilometroVerdeParma

Per la Giornata delle Api 2026, KilometroVerdeParma accende i riflettori sugli impollinatori e promuove incontri con esperti e attività con le scuole per riscoprire il valore di questi insetti fondamentali per la tutela della biodiversità e la sicurezza alimentare.

Il Consorzio, attivo dal 2020 per rendere Parma e provincia più verdi, con oltre 100.000 alberi messi a dimora, più di 90 interventi di riforestazione urbana e periurbana e 14.000 studenti coinvolti nel programma di educazione alla sostenibilità “WeTree”, realizza durante l’anno numerose iniziative dedicate alla tutela dei preziosi impollinatori.

KilometroVerdeParma organizza lezioni in collaborazione con realtà locali specializzate nella divulgazione e nella tutela degli impollinatori, come Apicoltura Beellionaire. Gli esperti guidano grandi e piccoli in un percorso che parte dalla biologia delle api e arriva alle conseguenze concrete della loro scomparsa, legata anche all’uso di pesticidi e agli effetti dei cambiamenti climatici. Ne emerge una riflessione su cosa sparirebbe dai nostri piatti e su cosa cambierebbe nei campi. Le scuole vengono coinvolte con attività calibrate per età, trasformando la giornata in un’occasione significativa di educazione ambientale.

Le Oasi del WWF

Le iniziative speciali delle Oasi si svolgono dal 20 al 31 maggio in quasi tutte le regioni italiane con bioblitz, lezioni all’aperto, passeggiate di riconoscimento degli insetti insieme a esperti entomologi: nell’Oasi di Campolattaro in Campania workshop creativo per costruire e installare i bughotel, nella Riserva di Martignanello nel Lazio escursioni tra alveari insieme agli apicoltori, a Ripa Bianca di Jesi nelle Marche laboratorio di semina guerrilla gardening, in Toscana nel Bosco di Rocconi passeggiate alla scoperta dei legami tra insetti e fioriture, a Orti Bottagone percorsi sulle api, in Friuli Venezia Giulia insieme all’Area Marina Protetta di Miramare passeggiata sul Monte Grisa con entomologi per conoscere le oltre 150 specie di farfalle presenti sulle praterie carsiche, nell’Oasi affiliata Terre di Bravin in Liguria lezioni all’aperto sui legami tra mondo agricolo e impollinatori e sulle sementi tradizionali, nell’Oasi di Ca’ Brigida in Emilia Romagna lezioni tra gli alveari sulla danza delle api e il mondo della comunicazione tra questi insetti, e nei Calanchi di Atri in Abruzzo passeggiate didattiche sulle api.

Alcune Oasi sono anche coinvolte nel progetto LIFE PolliNetwork, finanziato dall’Unione Europea, che le individua come aree chiave per la creazione di una rete nazionale di ripristino degli habitat favorevoli agli impollinatori e di corridoi ecologici, le cosiddette “Buzz Lines”. Il progetto sarà realizzato in 10 regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Trentino, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia) entro il 2030, risultando essere un’iniziativa strategica per migliorare e ripristinare gli habitat anche nelle aree verdi in prossimità delle infrastrutture esistenti come strade, ferrovie, stazioni elettriche e aree agricole.

L'impatto delle api sulla biodiversità vegetale

Il lavoro delle api è fondamentale per la riproduzione di tantissime piante. Visitando un fiore dopo l'altro per raccogliere nettare e polline, le api spostano involontariamente il polline da un fiore all'altro. Questo processo, chiamato impollinazione, è vitale per la nascita di nuovi semi e frutti. Si stima che circa il 90% delle piante selvatiche dipenda in qualche modo dagli impollinatori animali, e le api sono tra i più efficienti. Senza di loro, molte specie vegetali farebbero fatica a riprodursi, mettendo a rischio la ricchezza e la varietà della flora che vediamo intorno a noi. Questo impatto si estende anche agli ecosistemi naturali, mantenendoli vitali e diversificati.

L'importanza delle api si riflette direttamente sulla catena alimentare. Quando le api impollinano le piante, permettono la produzione di frutti, semi e bacche. Questi prodotti vegetali sono il cibo per molti animali erbivori, che a loro volta diventano prede per altri animali. Se le api diminuissero, la disponibilità di questi alimenti vegetali calerebbe drasticamente. Questo avrebbe un effetto a cascata su tutta la catena alimentare, riducendo le risorse disponibili per molti animali e influenzando anche la nostra disponibilità di cibo.

Senza il lavoro instancabile delle api, molte piante non riuscirebbero a riprodursi. Pensate che circa il 70% delle colture alimentari mondiali dipende dall'impollinazione animale, e le api sono le principali attrici di questo processo. Visitando i fiori per raccogliere nettare e polline, trasportano involontariamente il polline da un fiore all'altro, permettendo la fecondazione. Questo non solo garantisce la produzione di frutta e verdura, ma sostiene anche la diversità delle piante selvatiche, che sono alla base di molti ecosistemi. Senza di loro, il paesaggio che conosciamo cambierebbe radicalmente.

Minacce crescenti per le popolazioni di api

L'impatto dei pesticidi sull'equilibrio ecologico

L'uso massiccio di pesticidi in agricoltura è diventato un problema serio. Queste sostanze chimiche, pensate per eliminare parassiti, finiscono per colpire anche gli insetti utili, api comprese. Molti di questi prodotti danneggiano il sistema nervoso delle api, rendendole disorientate e incapaci di tornare all'alveare.

A volte, anche piccole dosi possono indebolire le colonie nel tempo. È un circolo vizioso: si usano pesticidi per proteggere i raccolti, ma così si danneggiano gli impollinatori che sono fondamentali per quei raccolti. La ricerca suggerisce che un declino nelle popolazioni di api può essere un segnale di allarme per l'uso eccessivo di queste sostanze.

Cambiamenti climatici e loro effetti sugli insetti

Il clima che cambia sta scombussolando tutto, anche la vita delle api. Temperature più alte o più basse del solito, piogge inaspettate o periodi di siccità prolungata influenzano la fioritura delle piante, che sono il cibo principale per le api. Se una pianta fiorisce troppo presto o troppo tardi rispetto al periodo in cui le api sono attive, queste non trovano più il nutrimento di cui hanno bisogno.

Inoltre, eventi meteorologici estremi possono distruggere direttamente gli habitat delle api o rendere difficile la loro attività di volo. Questo squilibrio rende le api più vulnerabili e meno produttive, mettendo a rischio la loro sopravvivenza.

Urbanizzazione e perdita di habitat naturali

Man mano che le città si espandono, gli spazi verdi diminuiscono. Questo significa meno prati fioriti, meno campi e meno aree selvagge dove le api possono trovare cibo e riparo. La costruzione di nuove strade, case e industrie frammenta gli habitat esistenti, rendendo più difficile per le api spostarsi e trovare risorse. La perdita di questi ambienti naturali è una delle cause principali del declino degli insetti. Anche piccoli spazi verdi, come giardini e parchi, se gestiti in modo intensivo e privi di fiori selvatici, offrono poco nutrimento.

Cosa possiamo fare per aiutare le api

Creare giardini e balconi "amici delle api"

Anche se non hai un giardino, puoi fare la tua parte. Piantare fiori che le api amano, come lavanda, rosmarino o girasoli, sul tuo balcone o davanzale, può fare una grande differenza. È un modo semplice per contribuire alla loro sopravvivenza e rendere le nostre città un po' più verdi.

Se ha un prato può essere utile lasciare crescere l'erba, magari solo in una specifica area, così da consentire ai fiori selvatici di sbocciare. Sono infatti una fonte di nutrimento preziosa per le nostre amiche api.

Sostenere l'apicoltura locale e sostenibile

Quando acquisti miele o altri prodotti dell'alveare, cerca quelli provenienti da apicoltori della tua zona. Sostenere l'apicoltura locale non solo aiuta l'economia del territorio, ma garantisce anche che ci siano persone dedicate alla cura delle api e alla gestione degli alveari in modo responsabile. Questi apicoltori spesso adottano pratiche che rispettano il benessere degli insetti e la qualità del loro lavoro è fondamentale per mantenere le popolazioni di api sane.

Adotta un alveare

Ci sono diverse iniziative che ti permettono di adottare un alveare a distanza, oppure di ospitare delle api nel tuo giardino. Tra i nomi più noti 3Bee, Beeing che offre anche un kit per installare un alveare nel tuo giardino), l'Ente Nazionale Protezione Animali. Ma anche singole aziende agricole, come la Ronchello.